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Frosinone - Potrebbe aver sbattuto la testa cadendo oppure essere stato colpito da una bastonata il ventenne morto a marzo ad Alatri

Aggredito fuori dalla discoteca, l’autopsia non chiarisce le cause della morte

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Alatri

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Frosinone – Autopsia non risolutiva ai fini delle indagini. E’ morto per una frattura delle ossa del cranio Emanuele Morganti, il 20enne brutalmente aggredito lo scorso marzo fuori dal Mirò Music Club di Alatri, in provincia di Frosinone. Ma l’autopsia non è in grado di chiarire se abbia battuto il capo cadendo oppure abbia ricevuto una bastonata. 

Per la sua morte sono tuttora indagate otto persone, tre dei quali – Mario Castagnacci, Paolo Palmisani e il buttafuori Michel Fortuna – in carcere con l’accusa di omicidio.

In base ai risultati dell’autopsia la morte sarebbe stata provocata da “una gravissima emorragia cerebrale”. A scriverlo, nella sua relazione depositata in procura, è il medico legale Saverio Potenza, incaricato dai pm di esaminare il corpo. 

Il ragazzo avrebbe riportato una “frattura cranica nella regione fronto-parietale sinistra” che potrebbe essere stata provocata dall’urto della testa “contro un ostacolo fisso e rigido come in particolare il montante trasverso di uno sportello chiuso di un’autovettura su cui il soggetto, cadendo pesantemente, possa aver battuto con il capo”.

A causare la morte di Morganti, quindi, potrebbe essere stata la caduta sulla Skoda parcheggiata in piazza Margherita e non un colpo ricevuto da uno dei suoi aggressori, anche se tale ipotesi non viene esclusa dal perito. Esiste, secondo Potenza, infatti una “teorica compatibilità” della frattura “con un bastone o un manganello vibrato attivamente e violentemente”.

“La consulenza è stata certamente utile anche se non decisiva. Non assume una valenza tranciante. Se dice che la causa della morte verosimilmente è stata l’urto con il fascione, al tempo stesso non esclude in assoluto il colpo con il manganello. Così si mettono in gioco tutti gli indagati”, ha dichiarato l’avvocato Bruno Naso, il difensore di Fortuna.

 

 


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5 settembre, 2017

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