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Viterbo - Giulio Marini (FI) dopo la caduta d'alcuni pezzi dal tetto

“Al museo civico servono interventi importanti eppure l’hanno riaperto”

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Viterbo - Controlli al museo civico

Viterbo – Controlli al museo civico

Viterbo - Controlli al museo civico

Viterbo – Controlli al museo civico

Giulio Marini

Giulio Marini

Viterbo – (g.f.) – “Cadono pezzi dal tetto del museo e in comune se ne accorgono solo ora…”.

Giulio Marini (FI) è tra il basito e lo stupito, non tanto nell’apprendere che dal tetto della struttura a piazza Crispi si sono staccati pezzi, quanto piuttosto, che l’ex assessore Giacomo Barelli se ne sia accorto adesso.

“Sono quattro anni che lo andiamo dicendo – osserva Marini – da quando l’amministrazione Michelini, con un certo orgoglio ha organizzato la riapertura del museo. Con 26mila euro di spesa”.

Quando per l’ex sindaco, di fondi ne sarebbero serviti molti di più. “Le capriate all’epoca sono state visionate e certificate – ricorda Marini – da uno dei più importanti studi d’ingegneria italiani.

La certificazione è stata richiesta dalla precedente amministrazione. Per un eventuale pericolo strutturale, dovevano essere predisposte iniziative strutturali importanti”.

All’epoca, Marini sindaco optò per una drastica decisione: “Non avendo possibilità economiche e non potendo sforare il patto di stabilità, una volta ricevuta la certificazione, abbiamo stipulato due protocolli d’intesa, uno per spostare la parte pittorica all’ex mattatoio di valle Faul e la parte archeologica alla Rocca Albornoz”. Chiudendo il museo civico. Com’è successo. “Noi – ribadisce Marini – che la struttura l’abbiamo ricostruita dopo il cedimento di un’ala nel 2005”.

Marini decide per la chiusura, per via dei costi eccessivi per la sistemazione, stipula intese per spostare le opere, nel frattempo ci sono le elezioni. Vince Leonardo Michelini.

“Quattro anni fa – ricorda Marini – decide di riaprire il museo, con una spesa di 26mila euro. E adesso, a distanza di tempo arrivano segnalazioni d’eventuali pericoli.

Ma la relazione c’era e c’è, la perizia è la stessa. L’amministrazione in questi quattro anni non ha fatto niente. Non è andata oltre i 26mila euro spesi. La perizia è vigente”.

Una parte del museo rimane comunque interdetta.

“Quando lo hanno riaperto si sono detti orgogliosi d’averlo reso di nuovo fruibile. Ma in realtà è come se avessero nascosto il vero problema”, conclude Marini.


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20 settembre, 2017

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