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Viterbo - Egidi (Pd) scrive per invitare all'iniziativa di Left Wing a Tarquinia e una fra le risposte lo spiazza

“Andre’, prima devo capire come sopravvivere…”

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Andrea Egidi

Andrea Egidi

Viterbo – “Prima devo capire come sopravvivere…”. La due giorni a Tarquinia di Left Wing si avvicina. Andrea Egidi, segretario provinciale Pd è impegnato nella riuscita dell’iniziativa. Divulgandola e invitando contatti e conoscenti a partecipare. Con un invito: “Parliamone”. Tema centrale della manifestazione il 16 e 17 settembre.

Risposte ricevute, molte. Le più disparate: “Dall’entusiasmo all’indifferenza – osserva Egidi alla rivista – passando per la rassegnazione”. Quella che ha colpito Egidi. Tanto da spingerlo a scrivere una lettera. Una riflessione.

“Giovanni – il nome è di fantasia per ovvie ragioni – vecchio amico delle scuole elementari, al secondo mio sollecito risponde più o meno così: sì Andre’, i tuoi messaggi li leggerò solo dopo aver compreso come sopravvivere”.

Una risposta che lascia indifferenti. Per quello che c’è dietro. “Giovanni è una persona che ho sempre stimato, un ragazzo fuori dal comune, fuori dagli schemi e molto intelligente.

Ha avuto diverse esperienze lavorative, tra le quali una nella pubblica amministrazione. Era precario, prima co.co.pro., poi interinale, per arrivare infine alla cooperativa sociale.

Passi da uno stipendio decente, ma senza uno straccio di diritto, a una sostanziale schiavitù. Ti riducono le ore e così lo stipendio, da fame.

Poi la pubblica amministrazione si trasforma, le leggi cambiano e tu sei fuori dal mercato. A Giovanni è successo questo”.

Poco c’entrano le competenze: “Eppure lui mandava avanti l’ufficio – continua Egidi – era bravo, lo dicevano tutti, dal dirigente ai suoi colleghi garantiti dal contratto nazionale.

Espulso dal mercato del lavoro, lui si mette a cercare, fa un periodo il magazziniere, poi il commesso, e ancora a lavorare come stagionale nell’agricoltura. Poi tutto si ferma, la crisi strozza tutto e tutti, compreso lui. Per questo Giovanni mi risponde così”.

Manifesta un disagio. “All’amico di sempre impegnato in politica. Il problema è che io non so cosa rispondergli. Posso dirgli di continuare a coltivare la sua passione per la musica?

È un artista, ha un gruppo affermato nella Tuscia, è bravissimo con la voce, ha inciso anche dischi. Ma è questa la soluzione? Gli dico di provare a fare un concorso? Sì, ma quale?”.

Egidi non ha risposte. “Non so cosa rispondere a Giovanni e ai tanti come lui che alla soglia dei quarant’anni non arrivano a mettere insieme dieci anni di contributi, né vedono la luce in fondo al tunnel. Eppure sono tanti i Giovanni in giro per questo Paese che.

È retorica? Non credo, credo piuttosto si tratti della vera questione che noi e il Paese abbiamo di fronte””.


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8 settembre, 2017

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