Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Domenica si apre la stagione venatoria. Un’apertura della caccia segnata dalle proteste dei cacciatori per il nuovo regolamento della caccia al cinghiale.
Il presidente dell’Atc Vt2 Alberto Scarito, ha provato fino in fondo di convincere la Regione Lazio che le proposte di modifica avanzate dall’Atc Vt2 e dalle associazioni venatorie sono a tutto vantaggio del territorio e degli agricoltori, ma è rimasto inascoltato.
“Le questioni che abbiamo posto riguardano non solo il bene dei cacciatori – afferma Alberto Scarito – ma anche e soprattutto la salvaguardia del territorio e delle attività agricole. Ormai il sovraffollamento dei cinghiali rappresenta un problema per gli equilibri del sistema ecologico ed un emergenza per tanti agricoltori che vedono distrutte le loro coltivazioni. Per non parlare del costo sociale in capo ai cittadini per l’indennizzo dei danni.
Nello scorso mese di agosto come Atc Vt2 abbiamo chiamato a discutere di queste problematiche e del nuovo regolamento della caccia al cinghiale le associazioni venatorie e agricole, l’Atc VT1 e i rappresentanti delle squadre di caccia al cinghiale del comprensorio che rappresento. Dalla riunione è emersa unanime volontà di continuare a fare ognuno la propria parte per convincere la Regione Lazio dell’utilità di rivedere il nuovo disciplinare. Voglio portare come esempio l’ incongruenza che riguarda la possibilità di cacciare soltanto nell’ambito di iscrizione della propria Atc. Questa norma abbiamo chiesto di modificarla estendendo la possibilità di cacciare anche in altri ambiti.
Questa restrizione crea problemi alle squadre che tradizionalmente cacciavano anche in altri ambiti territoriali di caccia. Come pure troviamo sbagliata la norma che prevede la possibilità di cacciare il cinghiale nella giornata di mercoledì, giornata lavorativa, ponendo l’obbligo di partecipazione di almeno il 50% più uno dei componenti titolari della squadra. La maggior parte dei cacciatori lavorano, non sono pensionati, il mercoledì quindi è impossibile raggiungere il 50% dei componenti. Questo significa che non si ottiene nessun risultato in termini di riequilibrio della specie cinghiale. La nostra proposta di ridurre la percentuale dei partecipanti alla braccata del 30% ritengo che sia ragionevole ed efficace”. Le proteste dei cacciatori riguardano anche l’introduzione della “girata”, la possibilità cioè di cacciare il cinghiale in un piccolo gruppo e con l’uso di un solo cane, perché ritenuta non solo inefficace ma anche discriminatoria.
“Nel nostro comprensorio questa nuova modalità di caccia quest’anno non l’abbiamo autorizzata – dice ancora Alberto Scarito – abbiamo in programma una attività di studio finalizzata a cartografare le zone dove se del caso autorizzare dal prossimo anno la “girata”. Per concludere auguro ai cacciatori un buon inizio d’anno dell’attività venatoria, sollecitandoli a farsi promotori delle loro richieste presso le associazioni venatorie, in modo tale che le loro ragioni arrivino fino ai tavoli regionali”.
Atc Vt2
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