Viterbo – (g.f.) – Qualcosa si muove nel centrodestra viterbese? Fuori, tuoni, fulmini e saette. Pioggia a catinelle, cielo nero e vento che spazza la città.
Lo stesso vento che forse, ieri mattina ha spinto e avvicinato Giulio Marini a Giovanni Arena. Le due facce dello stesso partito. I due lati di una medaglia chiamata Forza Italia a Viterbo.
Cosa ci faceva, il consigliere comunale ed ex sindaco, a braccetto con all’attuale coordinatore comunale, a piazza del Comune?
I due sono stati avvistati mentre attraversavano in fretta e furia la piazza. Forse temendo una tempesta. Stavolta non politica, ma meteorologica. O forse, il passo spedito era dovuto all’intenzione di non farsi vedere? Mistero.
Nuove alleanze si configurano all’orizzonte forzaitaliota? Quali entusiasmanti e clamorose sorprese ci riserva la politica viterbese?
E soprattutto, dove andavano i due azzurri, in una giornata così grigia?
Da piazza del Comune, in gran fretta si sono diretti verso via Fontanella del Suffragio. Giovanni Arena, con l’ombrello in mano per ripararsi dalla pioggia o chissà, da sguardi indiscreti, si guardava intorno con fare sospetto.
Da via Fontanella del Suffragio, a via Saffi. Per poi scomparire insieme a Marini, all’interno di palazzo Gentili. La provincia. Ecco svelato il mistero.
Qualcosa a che fare con le prossime elezioni.
Pare che nella fretta, ma soprattutto nell’entusiasmo che ha caratterizzato la consegna di tutta la documentazione per la candidatura di Paolo Equitani e relativa lista, sia stato depositato un foglio con le firme di un comune, Tarquinia, non in originale, ma in fotocopia.
Quindi, ieri mattina il buon Arena, nonostante le intemperie pare che sia dovuto andare in fretta e furia a ritirare l’originale, rientrare di corsa a Viterbo e quindi andare insieme a Marini per consegnare il tutto agli uffici.
Ordinaria amministrazione e purtroppo, nessun mistero. E nemmeno qualche clamorosa svolta nel centrodestra. Il riformarsi di una coppia (politicamente) di fatto. Come Arena e Marini e i bei tempi in cui uno era primo cittadino e l’altro assessore.
Ma si sa, a Viterbo tutto è sempre rimandato a dopo santa Rosa. Prima non succede mai niente. E la politica non sembra proprio voler fare eccezione.
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