Viterbo – (g.f.) – “Cimitero, che fine faranno i lavoratori?”.
Sono 11 dipendenti e Arduino Troili (Pd), mentre si sta preparando il nuovo bando per trovare chi si occuperà dei servizi cimiteriali nei prossimi sei anni, chiede all’assessore Maurizio Tofani che siano garantiti i livelli occupazionali.
“Non saranno toccati e saranno mantenuti anche i livelli e le qualifiche. Garantisco che è il primo punto per l’amministrazione e l’assessore.
La tutela del personale è una nostra preoccupazione e credo che sia stata trovata una soluzione”. Replica così Tofani, ma la preoccupazione resta.
I lavoratori facevano parte del Cev, società comunale che aveva in gestione il servizio, prima che venisse esternalizzato e la partecipata chiusa.
E mentre si discute delle linee d’indirizzo per il nuovo bando, Giulio Marini (FI) ieri in terza commissione ha fatto mettere a verbale due sentenze del Tar della Toscana. “Ribadiscono – sottolinea Marini – che c’è l’obbligo della riassunzione per l’impresa che subentra”. Tanto per rafforzare il concetto.
“Il punto è che con questo tipo di contratto – sottolinea l’ex sindaco – se la manodopera non rappresenta il 50 per cento dell’attività, la salvaguardia dei livelli non è scontata”. Meglio prevenire.
L’attuale bando è scaduto il 30 giugno e prorogato fino al 31 dicembre. Il nuovo, prevede un canone al comune in base al numero delle cremazioni, contempla le operazioni pulizia, raccolta rifiuti, giardinaggio e manutenzione del verde, compreso il Giardino della Memoria, le lampade votive, la sala autoptica, oltre alla reperibilità del personale dipendente, 24 ore su 24, tutto l’anno.
Per l’apertura dei locali.
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