Castel sant’Elia – Mahmod e Luca sono tornati a giocare a calcio. Insieme. In cielo. Campioni dell’asd Castel sant’Elia, sono morti entrambi a sedici anni. A due anni di distanza l’uno dall’altro.
Mahmod e Luca vivevano a Castel sant’Elia, ma frequentavano l’istituto Fabio Besta di Civita Castellana. E spesso dividevano le loro giornate insieme. Tra la scuola, il pallone e la vita. La vita, quella potente e prepotente. Quella che si vive solo a sedici anni.
Alla morte di Luca Graziosi, stroncato da una meningite nel febbraio 2015, nessuno si è mai voluto rassegnare. E nessuno, ora, si rassegnerà alla scomparsa di Mahmod Korkor. Nessuno si rassegnerà al fatto che si possa morire anche quando si è nel pieno delle forze, nel pieno della voglia di vivere.
E’ agosto scorso quando Mahmod rimane vittima di un incidente stradale, in Egitto. Dell’Egitto era originario, ed era lì in vacanza con i genitori. Per settimane avrebbe lottato tra la vita e la morte, per poi mollare la presa. A Castel sant’Elia la notizia della scomparsa ha cominciato a diffondersi giovedì mattina, gettando nello sconforto l’intero paese. Quel paese in cui Mahmod viveva con i suoi, proprietari di un negozio di frutta. Tutta la comunità ora lo piange.
Lo conoscevano tutti Pablito, come veniva affettuosamente chiamato. Tutti gli volevano bene, e tutti lo ricordano come un ragazzo affettuoso, cordiale, rispettoso e sempre sorridente. “Eri un ragazzo disponibile e generoso – gli scrive Stefano su Facebook -, un finto duro con un gran cuore”. Ora all’istituto Besta i compagni di scuola guarderanno il suo banco vuoto, e cercheranno ancora la sua voce mentre la prof farà l’appello. “Eri un ragazzo molto vivace, onesto, solare, generoso – è il messaggio di Alessio -. Un grandissimo compagno di scuola, di calcio e di vita. Un fortissimo lavoratore che non smetteva mai di darsi da fare, per tutti i suoi amici ma soprattutto per la sua famiglia”.
Sbigottiti e addolorati, gli amici e i compagni di calcio continuano a scrivere sulla pagina Facebook di Mahmod. Sul quel profilo che si apre con l’immagine di un immenso cuore verde, con al centro la scritta: Luca. E’ per Luca Graziosi, il compagno di squadra morto nel 2015. E’ stato stroncato da una meningite nella notte tra il 22 e il 23 febbraio di due anni fa.
Luca stava male da una ventina di giorni. Aveva la febbre. Una febbre durata tanto, troppo. Che se lo è portato via a sedici anni. Era figlio unico. Papà Gilberto e mamma Tamara, titolari di un noto mobilificio, con un messaggio su Facebook hanno espresso la loro vicinanza ai genitori di Mahmod, condannati a subire il loro stesso atroce dolore. “Un’altra giovane vita spezzata. Un abbraccio forte alla famiglia”, scrivono.
A Mahmod l’addio verrà dato in Egitto. Con rito musulmano.
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