Viterbo – Intanto Marcello Veneziani, sabato prossimo, 23 settembre alle 18,30, ma anche Ugo Sposetti che si confronta con Andrea Augello. Alessandro Meluzzi o Antonella Grippo. Sarà un caldo “Autunno culturale” quello che sta mettendo in piedi il Centro studi ricerca il Leone.
Un ciclo d’iniziative nella sede a via Gargana, nell’associazione voluta da Giulio Marini insieme ad altri.
Ma Emanuele Ricucci, giornalista viterbese, firma del Giornale e che cura la rassegna, assicura. La rassegna non sarà uno strumento della politica. Seppure, parlare di politica sarà inevitabile.
Perché come si domanda Daniele Sabatini, consigliere regionale e fra i promotori del cento: “Esiste qualcosa d’apolitico?”.
La novità sarà proporre dibattiti con un linguaggio nuovo. “Non sarà un esercizio di stile – spiega Ricucci – o il voler portare grandi nomi, mettere in piedi un evento tanto per organizzarlo. Siamo tutti portatori di cultura, vogliamo coinvolgere più cittadini possibile a contatto diretto con la realtà”.
Argomenti, i più diversi, tentando di lasciare qualcosa in ciascuno dei partecipanti. Economia, politica, religione, immigrazione. “Senza virare nell’ideologico – continua Ricucci – oggi esiste una bulimia d’informazione che porta a una sorta di filtro, un’incomprensione di quello che accade”.
Si parte con la domanda del primo incontro, L’Italia esiste ancora? Italia ed italiani, tra mito, realtà finzione, con Marcello Veneziani. Prendendo spunto dall’ultimo libro del giornalista. Modera Ricucci, che il 12 ottobre presenterà il suo di volume, Torniamo uomini.
Al terzo appuntamento si confronteranno Ugo Sposetti e Andrea Augello. Due mondi agli antipodi. “Arditi, italiani contro” è il tema. “Chi interverrà – continua Ricucci – vedrà entrambe gli schieramenti”.
Nell’autunno in programma, nomi del giornalismo e della cultura. Da Luca Nannipieri, ad Alessandro Meluzzi, Antonella Grippo blogger giornalista.
Paroloni al bando. La volontà non è quella d’organizzare iniziative tanto per riempire una sala. “Vorremmo seminare qualcosa, un dibattito, un filone che poi continui”.
Qualche appuntamento potrà andare “in trasferta” ma la gran parte saranno in via Gargana, al Centro studi Il Leone. Un tempo, sede di Pdl e Forza Italia. Dove si respira politica e qualche dubbio viene sul fine dell’iniziativa. Ma la politica, garantiscono, non entrerà, se non in senso alto.
E soprattutto non userà, all’occorrenza, un’iniziativa che sulla carta si preannuncia di un certo valore. “E che – osserva Ricucci – non va contro nessun’altra oggi in essere. Vogliamo essere un qualcosa in più e di diverso”.
Senza contaminazioni. “È un percorso – sottolinea Daniele Sabatini – che tende a offrire qualcosa, in cui la politica si mette al servizio e non il contrario”. Portando a Viterbo un’iniziativa che oggi manca, secondo Umberto Ciucciarelli: “Lo spessore culturale di Emanuele Ricucci è una garanzia. Vogliamo far arrivare in città qualcosa che manca da anni o che forse a certi livelli non c’è mai stato”.
Intanto, sabato si parte con la domanda non da poco. L’Italia esiste? Dal dibattito, forse una risposta. Perché, come osserva Ricucci: “Non bisogna avere paura di parlare”.
Giuseppe Ferlicca
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY