Viterbo – “Sindaco, quanti abitanti fa Bagnoregio?”. Arriva Matteo Renzi al seminario Liberal Pd. E a Francesco Bigiotti che lo accoglie, chiede subito notizie del suo comune.
Lo conosce bene, soprattutto per Civita. Gli mancava probabilmente solo il dato sulla popolazione.
– Fotocronaca: Matteo Renzi a Bagnoregio
Renzi è l’ospite più atteso, non se ne abbiano gli altri. Di sicuro il più fotografato. Alle prossime Politiche dovrebbe pensare a una lista pro selfie. Vincerebbe a man bassa.
Cellulari in mano. Si lascia fotografare da tutti. Politici, sindaci, colleghi, Democratici e non. Ma pure gente comune. Non rinuncia a uno scatto nemmeno Giuseppe Fraticello e per essere certo che non esca sfocato, si affida nientemeno che ad Alessandro Mazzoli. Un onorevole fotografo.
Renzi stringe mani, accetta pacche sulle spalle e frasi d’incoraggiamento. Dal palco, cita il caso Civita.
“Francesco – osserva il segretario Pd – è sindaco di una realtà che avendo una bellezza del genere è passato da 45mila visitatori a 800mila. Una crescita di turisti esaltante, a livello europeo. E questo gli ha consentito di tagliare le tasse e adesso il primo cittadino ha chiesto al governo pure di togliere l’Imu sulla seconda casa”.
Il che porta Renzi a una considerazione: “Ridurre le tasse è di sinistra – osserva Renzi – e lo possiamo fare solo noi. Gli altri non sono credibili. Chi propaganda il reddito di cittadinanza vuole solo aumentare la pressione fiscale e chi invece spinge per la flat tax, dimentica cos’ha fatto in venti anni di governo”.
La sala è piena. Molti Liberal e pochi Democratici della Tuscia. Oltre ad Alessandro Mazzoli, c’è Giuseppe Fraticello. Quindi, diverso centro in ordine sparso. Da Felice Casini al vice sindaco di Bagnoregio, ma gioca in casa, Luca Profili.
Non si vede il segretario provinciale Andrea Egidi o il presidente della provincia Pietro Nocchi. Il primo, pare impegnato nella chiusura delle liste per la segreteria provinciale al rinnovo e in una riunione a Roma.
Non c’è neppure Giuseppe Fioroni. Tutti e tre erano dati come presenti all’iniziativa.
Ma il deputato Popolare, Renzi lo saluta poco dopo a Orvieto. Dove è in programma la sua iniziativa.
C’è poco tempo. Per intervenire, Renzi rimane un’ora a Bagnoregio, ma ce n’è poco pure in vista delle prossime elezioni politiche. “Abbiamo sei mesi – spiega Renzi – indipendentemente da come andremo al voto, quale sarà la legge elettorale.
Ma dico, invece, che due populismi, quello del Movimento 5 stelle e quello delle destre che si alleano, hanno un grande argine. Il Partito democratico. Questo periodo lo dobbiamo caratterizzare, non per discutere tra noi. Piuttosto, approfondiamo quali devono essere i punti nei prossimi cinque anni del Paese”.
Un bell’impegno. “Dobbiamo arrivare all’appuntamento, non discutendo tra noi su chi va in lista o chi fa il premier, ma su come il Pd, argine contro populismi ed estremismi, è capace d’essere credibile su progetti concreti. La sfida è ancora più difficile, perché a livello europeo siamo rimasti solo noi.
Brutto dirlo così. Ma è un dato di fatto. In Francia il Partito socialista è ampiamente a una sola cifra e non due. In Germania l’Spd ottiene il peggior risultato di sempre”. E non va meglio altrove.
Guarda avanti, invitando a concentrarsi sul Paese che verrà, nei prossimi venti anni e quindi anticipa che sta per rimettersi in moto. “Gireremo l’Italia – conclude Renzi – non a fare comizi. Si va in treno e si ascoltano le persone, per capire, anche per le riforme attuate, se funzionano o meno”.
Tempo d’andare Da Bagnoregio, prossima stazione Orvieto. Ma dalla sala alla macchina di servizio, le fermate sono molte. Ancora selfie. Pure qualche autografo. Lo avvicina pure un turista orientale. E due signore ci tengono a fagli presente: “Noi siamo del Pd”. Meno male.
Giuseppe Ferlicca
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