Viterbo – “Non difendo i vitalizi, ma gli istituti della democrazia”. Ugo Sposetti in televisione. A Mattino 5, il senatore Pd viterbese ribadisce la sua linea. I vitalizi non si toccano.
“Non faccio una battaglia per i vitalizi – insiste Sposetti – ma per la difesa degli istituti della democrazia. I vitalizi dal 2012 non ci sono più. Gli eletti dal 2013 ne avranno diritto al compimento del 65esimo anno e calcolati sui contributi versati”.
In studio il conduttore insiste. Gli italiani vanno in pensione a 67 anni, dopo almeno 20 anni di contributi. Un parlamentare ci va a 65 e dopo quattro anni e mezzo. Sposetti non si lascia convincere.
“Non voglio polemizzare. Ma è ora che si ritorni a difendere la politica. Il provvedimento colpisce chi si è impegnato dagli anni 50. Ma lei deciderebbe sul futuro di suo nonno o sua nonna?”.
Le posizioni restano distanti. Poco prima, altro tema. La pensione alle mamme. Sposetti concorda. Tuttavia: “Mi avete chiamato a parlare, ma mi sembro un marziano. Ascolto cose condivisibili.
Ma poi i conti del nostro Paese devono tornare. Oggi esistono forti squilibri fra sessi, categorie, ci sono privilegi. Io continuo a lavorare per migliorare le condizioni di questo Paese.
Non mi vergogno del lavoro fatto e dell’impegno politico in oltre cinquant’anni”.
l collegamento con Sposetti era cominciato con toni decisamente più tranquilli. In studio, Rita Dalla Chiesa. La saluta.
“Ho avuto modo di averla ospite a Montefiascone – ricorda Sposetti – all’inaugurazione di una scuola intitolata a suo padre”. L’Itc Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Quando era presidente della provincia. A proposito di un impegno ultra decennale. Qualcosa avvenuto un po’ di tempo fa.
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