Clima – Clima killer. Come un’epidemia zombie. Chi pensava di morire per un disastro nucleare, si metta l’anima in pace. Se non si riducono le emissioni di gas nocivi, tra il 2071 e il 2100 nel vecchio continente a tirare le cuoia saranno 152 mila persone. Cinquanta volte in più rispetto ad ora. La causa? Le ondate di calore.
A lanciare l’allarme è uno studio dello European commission joint research centre. E i paesi più colpiti saranno Italia, Spagna e Francia del sud.
La ricerca, pubblicata su ‘Lancet Planetary Health’, ha utilizzato alcuni modelli previsionali per individuare 7 tipi di disastri meteo, fra cui ondate di calore, incendi e inondazioni, che potrebbero verificarsi in Europa nei prossimi anni se non si arresta il riscaldamento globale. Ne viene fuori che entro la fine del secolo 351 milioni di persone subiranno le conseguenze di un clima impazzito. Tra il 1981 e il 2010, quando il clima cominciò a cambiare pesantemente, furono solo, si fa per dire, 25 milioni.
“Piogge estreme e alluvioni, lunghi periodi di siccità come quello che sta colpendo la penisola, elevate temperature e ondate di calore, sono ormai fenomeni meteorologici estremi sempre più frequenti che il Paese – ha spiegato la presidente di Legambiente Rossella Muroni da Rispescia in provincia di Grosseto a Festambiente, il festival nazionale dell’associazione ambientalista tenutosi ad agosto –. Soprattutto le città devono saperli affrontare con interventi mirati, politiche di adattamento ai cambiamenti climatici non più rinviabili e con attività di prevenzione. Azioni che permetterebbero anche di risparmiare migliaia di soldi spesi per riparare i danni causati dal maltempo”.
Inoltre Legambiente, nel dossier “Le città alla sfida del clima”, ricorda che dal 2010 a oggi sono stati 126 i comuni italiani dove si sono registrati impatti rilevanti con 242 fenomeni meteorologici che hanno colpito l’Italia, provocando danni al territorio e causando impatti diretti e indiretti sulla salute dei cittadini e sulla vita delle persone. Ci sono stati in particolare 52 casi di allagamenti, 98 casi di danni alle infrastrutture da piogge intense con 56 giorni di stop a metropolitane e treni urbani nelle principali città. Si sono poi verificati 44 casi di eventi tra frane e trombe d’aria e 40 eventi esondazioni fluviali. Infine, secondo i dati del Cnr, dal 2010 al 2016 sono oltre 145 le persone morte a causa di inondazioni e oltre 40mila quelle evacuate.
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