Viterbo – (g.f.) – Non c’è campo. Nell’era dei telefonini e delle connessioni internet iperveloci, a Castel Sant’Elia gli smartphone, una volta entrati in paese, diventano oggetti buoni solo per fare arredo.
Nemmeno un ripetitore a servizio della cittadina, niente copertura.
“Una volta oltrepassato il mobilificio – spiega il sindaco Vincenzo Girolami – tutto il paese è scoperto”. L’unico segnale arriva di riflesso: “Da località La Massa a Nepi”. Ma poi si perde.
Più che mobile, immobile. Meglio ancora, fisso. Per gli oltre 2600 abitanti il telefono tradizionale ancora va per la maggiore.
“Un problema annoso – ammette il primo cittadino – non avendo un’antenna, siamo uno degli ultimi paesi ad avere questo handicap”.
Da quando si è insediato, Girolami sta tentando di fare qualcosa. Ma prendere la linea non è facile. “C’è tanta burocrazia. Anche ieri ho chiamato”. Ovviamente utilizzando il fisso.
“Sto seguendo la pratica, qualcosa dovrebbe muoversi, ma non mi pronuncio. È tutto molto complicato.
Prima erano gli operatori a farsi avanti, si proponevano. Adesso non sembrano più interessati. Addirittura, da come mi dicono, in altri comuni al rinnovo dei contratti d’affitto per i ripetitori, dove possibile tentano di rinegoziare al ribasso il canone”.
A Castel Sant’Elia non chiedono molto.
“Basta un’antenna – osserva il sindaco – poi nello stesso punto possono insediarsi più compagnie. Io mi sto adoperando, credo che ci siano buone possibilità d’arrivare a una soluzione, spero entro l’anno”.
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