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Bracciano - Marina Militare - Questa mattina l'operazione dei palombari del gruppo operativo subacquei

Recuperate 11 bombe a mano nel lago

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Bracciano - Le bombe a mano recuperate

Bracciano – Le bombe a mano recuperate

Bracciano - Le bombe a mano recuperate

Bracciano – Le bombe a mano recuperate

I palombari del Gos

I palombari del Gos

Bracciano – Riceviamo e pubblichiamo – Stamattina i palombari del gruppo operativo subacquei (Gos) del comando subacquei ed incursori della Marina Militare, distaccati presso il Nucleo sminamento difesa antimezzi insidiosi (Sdai) della Spezia, hanno condotto una delicata operazione subacquea nelle acque del lago di Bracciano tesa a rimuovere numerosi ordigni esplosivi residuati bellici.

A seguito di una segnalazione da parte di un cittadino della presenza di un probabile manufatto esplosivo, la Prefettura di Roma ha richiesto un intervento di bonifica d’urgenza al Gos della Marina Militare congiuntamente a quello degli artificieri del 6° Regimento Pionieri dell’Esercito.
I Palombari pur avendo effettuato il riconoscimento dell’oggetto segnalato, non risultato pericoloso, hanno rinvenuto lungo la battigia su segnalazione dei Carabinieri 11 bombe a mano risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.

Avvisata la prefettura di Roma, gli ordigni recuperati dagli operatori di Comsubin sono stati passati in consegna agli artificieri dell’Esercito che provvederanno alla loro distruzione.
Questo intervento rappresenta una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità in moltissimi porti e coste italiane, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione.

Lo scorso anno i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e distrutto un totale di 12.400 ordigni esplosivi residuati bellici, mentre dal 1 gennaio 2017 ne hanno già neutralizzati 15.760 dai mari, fiumi e laghi italiani, senza contare le migliaia di proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm che sono state rimossi.
Agli appassionati del mare, che con l’estate incrementano la loro attività subacquea ricreativa, si consiglia di non toccare assolutamente gli oggetti eventualmente rinvenuti che possano essere ritenuti pericolosi, la cui forma possa ricordare o meno un ordigno esplosivo o parti di esso.

Quello che invece è doveroso fare, per l’incolumità di tutti, è di identificarne il sito di ritrovamento, fotografare l’ipotetico ordigno (qualora si abbia con se una macchina fotografica subacquea) e denunciarne immediatamente il rinvenimento alla locale Capitaneria di Porto o stazione dei Carabinieri, che richiederà l’intervento dei Palombari del Gruppo Operativo Subacquei di COMSUBIN al fine di ristabilire la fruibilità in piena sicurezza di quel tratto di mare.

Marina Militare


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6 settembre, 2017

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