Viterbo – Invisibile. Come chi probabilmente ci vive. Un accampamento a pochi metri dal centro storico. Appena fuori valle Faul.
Dall’esterno, difficile immaginare che facendo soltanto pochi passi, ci si possa trovare di fronte uno spettacolo così desolante.
Fotocronaca: Accampamento a valle Faul
Panni stesi tra gli alberi, oggetti di ogni genere, frigoriferi, gomme d’auto, pezzi di mobili d’ogni tipo. Anche un forno, appoggiato su un masso a terra. Qualche sedia.
A distanza alcune tende, un capannone. Tinozze in plastica piene d’acqua sotto gli alberi e una cesta con frutta. Sembra raccolta da poco.
In un campo, circondato dagli alberi e dalla vegetazione folta. Oltre che da una recinzione fatta di teloni. Corre tutt’intorno all’appezzamento. Per mettere una distanza fra quello che c’è dentro e il mondo esterno. Anche se una barriera vera e propria non c’è. Entrare non è un problema.
Non ci sono cancelli. C’è una porta. Appoggiata da una parte, portata lì chissà per cosa. E un cancelletto, costruito con assi di legno. Aperto. Nessun cartello, Niente. Tutto aperto e accessibile. Sempre. Come alcuni giorni fa, quando il capogruppo FdI in consiglio comunale Luigi Maria Buzzi, insieme al collega Gianluca Grancini e altri militanti, sono entrati all’interno. Pochi minuti. Per rendersi conto della situazione.
Che conoscevano già e che era già stata segnalata. Ma vederla, fa tutto un altro effetto.
“Un degrado estremo – dice Buzzi – una situazione invisibile, come invisibili sono le persone che presumibilmente immagino ci vivano. Chi sono?”.
Al sindaco Leonardo Michelini è già stato fatto presente. “Con un’interrogazione”. Non è bastata. “Ne presenteremo un’altra – anticipa Buzzi – il comune non può fare finta di nulla, deve farsi carico di determinate situazioni.
Oltretutto, siamo a pochi passi da valle Faul, dalla porta che per eccellenza è l’accesso alla città per i turisti, dopo la sistemazione e l’apertura degli ascensori. Fuori tra l’altro, stanno per essere avviati i lavori d’ampliamento del parcheggio.
Immaginare che poco distante possa esserci un simile degrado non è accettabile”.
Se non fosse che alcuni oggetti, seppure nel caos non sembrano messi lì a caso, ma per essere in qualche modo utilizzati, potrebbe sembrare una discarica. “Va controllata la zona – spiega Gianluca Grancini – perché anche all’esterno è pieno di materiali, a cominciare da gomme d’auto abbandonate”.
Anche queste invisibili. Come tutto il resto.
Giuseppe Ferlicca
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