Viterbo – Santa Maria in Gradi è una sede architettonica eccezionale: un convento domenicano sorto nel XIII secolo con due bellissimi chiostri, uno medievale e uno rinascimentale, che prende il nome dalla imponente scalinata di accesso alla chiesa; una chiesa completamente ristrutturata a metà del ‘700 dall’architetto Nicola Salvi, il progettista della Fontana di Trevi.
Un complesso dalla lunga storia, trasformato in caserma e poi in carcere nell’800, prima di divenire sede dell’università della Tuscia. Oggi il complesso di Santa Maria in Gradi è sede del rettorato e del dipartimento di scienze umanistiche, della comunicazione e del turismo (Disucom).
“Abitare Santa Maria in Gradi. Lezioni aperte” è una iniziativa che il Disucom inaugura con la prima settimana di lezione del primo semestre dei suoi corsi per offrire l’opportunità a studenti, docenti e tutti i viterbesi che volessero partecipare, di far vivere gli spazi che abitualmente si attraversano in maniera scontata e feriale, in modo diverso.
Abitare Santa Maria in Gradi è un’occasione per il Disucom (centro di ricerca e didattica interdisciplinare che promuove il dialogo tra le scienze umanistiche, i beni archeologici e storico artistici e la comunicazione digitale) di aprirsi alla città e alle scuole potenzialmente interessate con l’offerta didattica ordinaria del dipartimento.
I docenti del Disucom offriranno la prima lezione del proprio corso aprendola all’esterno, spostandosi in uno degli spazi densi di storia di Santa Maria in Gradi: il chiostro medievale, il chiostro rinascimentale, i grandi corridoi, le sale frequentate dagli studenti per studiare, gli spazi all’aperto antistanti la chiesa e alle spalle della segreteria unica.
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