Viterbo – Le donazioni di sangue nella Tuscia continuano. Nessuno stop. Anzi nei prossimi giorni i donatori saranno chiamati a fare uno sforzo in più per sostenere la rete delle donazioni del Lazio per garantire sangue agli ospedali della Asl Rm2 dove non è possibile donare a causa del Chikungunya.
Dopo i casi accertati di Chikungunya le donazioni sono state sospese nel territorio del comune di Anzio e nel territorio della Asl Roma2. Anche se in questi giorni non è stato riscontrato nessun nuovo caso.
Secondo quanto disposto dal centro nazionale donazioni sangue chiunque abbia soggiornato, anche per brevi periodi, ad Anzio o Asl Roma2 (zona sud est della capitale) non può donare per 28 giorni. I soggetti che invece hanno soggiornato nelle Asl Roma 1 e Roma 3 possono donare. Il sangue viene messo in quarantena per cinque giorni. Al quinto giorni viene richiamato il donatore per verificare il suo stato di salute. Se non mostra febbre o dolori articolari il sangue può essere utilizzato.
La sospensione totale delle donazioni riguarda esclusivamente la Asl 2 del comune di Roma e il comune di Anzio, oggetto di un focolaio confermato nei giorni scorsi.
Attualmente i casi accertati dal Seresmi (Servizio regionale di sorveglianza malattie infettive) di Chikungunya sono 47. Venti nuovi rispetto al bollettino rilasciato nei giorni scorsi. Di questi 20, 19 casi sono residenti o riportano un soggiorno nel Comune di Anzio e uno a Latina.
“È stato chiesto ai Comuni – spiega la Regione Lazio – di procedere alla disinfestazione delle aree interessate”.
Che cos’è il virus Chikungunya
Il virus responsabile della Chikungunya appartiene alla famiglia delle togaviridae, del genere degli alphavirus. È trasmesso dalle zanzare del genere Aedes, come Aedes aegypti (la stessa che trasmette la febbre gialla e la dengue) ed è presente soprattutto in zone rurali, mentre è raro o addirittura assente in vicinanza dei centri abitati. Un altro importante vettore è Aedes albopictus, comunemente chiamata zanzara tigre, che è anche presente nei centri abitati del nostro paese.
Dopo un periodo di incubazione di 3-12 giorni, si manifesta una sintomatologia simil-influenzale che include febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e soprattutto importanti artralgie (da cui deriva il nome chikungunya, che in lingua swahili significa “ciò che curva” o “contorce”), tali da limitare molto i movimenti dei pazienti che quindi tendono a rimanere assolutamente immobili e assumere posizioni antalgiche. Si può sviluppare anche un esantema maculopapulare pruriginoso.
Il tutto si risolve spontaneamente, in genere in pochi giorni, ma i dolori articolari possono persistere anche per mesi.
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