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Cultura - Ad accoglierli l'Università agraria

Dall’Europa a Tarquinia, un gruppo di agronomi in visita alla Roccaccia

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Tarquinia - Gli agronomi alla Roccaccia

Tarquinia – Gli agronomi alla Roccaccia

Tarquinia – L’Università agraria di Tarquinia ha ricevuto la gradita visita di un gruppo di agronomi forestali dell’università di scienze naturali di Vienna, dell’Istituto forestale europeo della Finlandia, dell’università di scienze della vita di Varsavia, della Skovdyrkerne – società di consulenza danese e del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche italiano) nell’ambito del progetto europeo “Tech4effect” coordinato dall’Istituto Norvegese “Nibio” che ha come scopo la ricerca di nuove tecnologie per aumentare l’efficienza della produzione legnosa.

La finalità che si prefigge il progetto sono legate allo sviluppo della nuova bioeconomia che aumenti la disponibilità di legname nella Ue migliorando la produttività dei boschi attraverso nuovi modelli selvicolturali.

Appare evidente l’interesse al progetto dell’Università sgraria di Tarquinia. L’Ente fin dal 2015 collabora infatti con il Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) per il miglioramento della produttività dei boschi attraverso la ricerca di nuovi modelli selvicolturali tramite la riduzione dei costi con nuove tecnologie di taglio e raccolta cercando di aumentare la competitività tramite nuovi modelli imprenditoriali.

I qualificati ospiti hanno potuto verificare “de visu” che la qualità del taglio effettuato con una macchina innovativa, che non riesce a garantire un taglio basso e pulito come quello della motosega, non rappresenta un grande problema.

Durante la stagione vegetativa successiva al taglio le ceppaie provenienti da taglio con cesoia sono state monitorate e si è potuto verificare che la mortalità delle ceppaie ed il vigore dei ricacci è praticamente equivalente a prescindere dal sistema di taglio.

Le delegazioni straniere ospiti hanno preso atto ed hanno potuto verificare che tale pratica ossia il nuovo sistema di taglio mediante cesoia, almeno dopo la prima stagione vegetativa, non sembra avere alcun effetto negativo sulla capacità di rigenerazione delle piante. Resta da vedere, come è stato sottolineato durante la visita, cosa succede in seguito al completamento dell’esperimento che termina tra un anno.


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16 ottobre, 2017

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