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Viterbo - Il vice presidente della regione Massimiliano Smeriglio ha presentato "Insieme per il Lazio", la nuova formazione politica di sinistra a sostegno di Zingaretti

“Dobbiamo fare meglio rispetto a 5 anni fa”

di Daniele Camilli
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"Insieme per il Lazio"

“Insieme per il Lazio”

Massimiliano Smeriglio

Massimiliano Smeriglio

"Insieme per il Lazio"

“Insieme per il Lazio”

Simone Olmati e Bengasi Battisti

Simone Olmati e Bengasi Battisti

Stefano De Angeli e Riccardo Valentini

Stefano De Angeli e Riccardo Valentini

Filippo Rossi e Massimiliano Smeriglio

Filippo Rossi e Massimiliano Smeriglio

Viterbo – Si può dare di più. Questo il messaggio politico lanciato dal vice presidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio, nel corso del tour di “Insieme per il Lazio”, la nuova formazione politica di sinistra a sostegno del governatore regionale Nicola Zingaretti, che questa sera ha fatto tappa a Viterbo. In vista delle prossime elezioni previste per la primavera del 2018.

Fotogallery: La presentazione di “Insieme per il Lazio”

“In questi cinque anni di governo – ha detto subito Smeriglio – abbiamo fatto molto. E dobbiamo raccontarlo con passione e orgoglio. Ma le condizioni sociali ed economiche non sono migliorate. Ora dobbiamo dire alle persone quello che vogliamo fare dal 2018 al 2023”. 

Raccontare, ascoltare, proporre nuove idee e “vincere – ha sottolineato il vice presidente del Lazio – con un nuovo progetto per la regione”. Queste le parole d’ordine che hanno caratterizzato l’incontro in via del Macel Gattesco.

Seduti in sala Gatti, assessori, politici e cittadini. Chi spera ancora nel rilancio della sinistra di fronte all’offensiva di populismo, destre e di “una narrazione esplicita del razzismo” che per Smeriglio “è entrata ormai nelle nostre case e nelle nostre teste”. Ad ascoltarlo anche il consigliere regionale Riccardo Valentini, il deputato Alessandro Mazzoli e il presidente della provincia Pietro Nocchi. Si affacciano in sala anche il consigliere comunale di Viva Viterbo Filippo Rossi e l’ex assessore, sempre comunale e sempre di Viva Viterbo, Giacomo Barelli. 

“Il materiale e l’immaginario”, Smeriglio cita esplicitamente un vecchio manuale di letteratura italiana in voga fino a qualche anno fa tra i prof di sinistra. “Si tratta di due aspetti politici fondamentali perché non dobbiamo mai smettere – aggiunge – di immaginare la dimensione della trasformazione della realtà, il materiale quotidiano”. Particolare attenzione anche all’iniziativa assunta in questi mesi da Giuliano Pisapia, “a partire dalla considerazione che in Italia come nel Lazio esiste un’esigenza di allargare le esperienze del centrosinistra senza repliche del passato ma con capacità di innovazione e apertura in netta discontinuità con le politiche governative di questi anni”.

Infine i risultati ottenuti dal governo Zingaretti in questi 5 anni di legislatura. “Sono partiti 145 concorsi per la stabilizzazione di 1400 precari, la più importante operazione di stabilizzazione dei lavoratori impegnati nella sanità del Lazio mai avviata. Dei nuovi 265 nuovi bus Cotral consegnati in tutto il Lazio 35 sono arrivati in provincia di Viterbo, tra il capoluogo e Civita Castellana”. Per quanto riguarda poi “l’ex concessa Roma-Viterbo il patto per il Lazio ha riservato alla linea 154 milioni di euro che saranno utilizzati per i lavori di raddoppio dei binari, l’acquisto di nuovi treni, la palificazione e linea aerea della tratta viterbese”. Sul fronte università e ricerca “l’università della Tuscia è uno dei poli di eccellenza con cui è in corso una proficua collaborazione”.

Al tavolo della presidenza, oltre a Smeriglio, anche Paola Marchetti, referente viterbese di “insieme per il Lazio”, l’ex assessore alla cultura del comune di Caprarola Simone Olmati, la vice sindaca di Marta Lucia Catanesi, l’attivista di sinistra Mauro Presciutti di Vetralla, l’operatrice sociosanitaria di Civita Castellana Vincenza Basta e, dulcis in fundo, Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano e punto di riferimento di tante battaglie per acqua e beni comuni. A margine anche gli interventi della presidente dell’User Giovanna Cavarocchi e e del presidente della consulta provinciale studentesca Francesco Boscheri. A loro è toccato il compito di proporre le principali istanze del territorio affinché diventino parte integrante del nuovo programma elettorale.

“La vera politica – ha detto Catanesi – è quella che sta al servizio dei cittadini. E la regione Lazio lo ha ampiamente dimostrato, soprattutto in sanità investendo per riavviare un percorso di qualità”. Il territorio come punto di riferimento. “Io non sono ‘tornato subito’ – ha sottolineato Presciutti riferendosi all’iniziativa della regione Lazio che dà la possibilità ai giovani di fare esperienza all’estero e poi portare a casa propria competenze e professionalità acquisite – Io sono rimasto, e la mia è stata una scelta precisa. Perché le opportunità vanno create laddove viviamo.

“Far crescere l’agricoltura sociale per far lavorare le persone svantaggiate”, ha proposto Vincenza Basta. “Dobbiamo concentraci anche sulle politiche in favore della residenzialità a sostegno degli anziani – ha dichiarato poi Cavarocchi – non solo sulla domiciliarità. In provincia di Viterbo ci sono quasi 74mila anziani, vale a dire il 23% della popolazione della Tuscia. Di questi, 4.487 hanno più di 80 anni”.

A Simone Olmati è toccato invece il tema della cultura. “In Italia – ha spiegato – ci sono 13 milioni di persone che vivono in paese dove non ci sono biblioteche, mentre nel viterbese quasi la metà dei comuni non è connesso al sistema bibliotecario nazionale. Bisogna portare la cultura nelle piccole realtà potenziandone l’accesso”. Perché – ha rilanciato il rappresentante degli studenti Francesco Boscheri – “la bella politica è quella che prende in considerazione i problemi e li risolve”.

A concludere gli interventi prima di Smeriglio c’è stato infine Bengasi Battisti. “Dobbiamo avere a cuore soprattutto due cose, diritti e giustizia – ha rimarcato l’ex sindaco di Corchiano -. Dobbiamo affermare con pratiche quotidiane il desiderio di avere luoghi di diritto e di giustizia. E in questa direzione le comunità sono i luoghi privilegiati per una grande marcia a sostegno dei diritti. Ed è con loro che la politica e la nello specifico la regione Lazio devono saper interloquire rendendo i cittadini protagonisti, anche con cessioni di sovranità”.

Daniele Camilli

 


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20 ottobre, 2017

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