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Arte - In anteprima il dipinto di Marco Zappa nella chiesa di piazza Fontana Grande - L'artista attacca il comune: "Non mi ha aiutato, sono stato lasciato solo"

“Giudizio finale” nell’ex tribunale di Viterbo

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Viterbo - Il Giudizio finale di Marco Zappa nell'ex tribunale

Viterbo – Il Giudizio finale di Marco Zappa nell’ex tribunale

Viterbo - Marco Zappa e Andrea Cesarini davanti al Giudizio finale nell'ex tribunale

Viterbo – Marco Zappa e Andrea Cesarini davanti al Giudizio finale nell’ex tribunale

Viterbo - Il Giudizio finale di Marco Zappa nell'ex tribunale

Viterbo – Il Giudizio finale di Marco Zappa nell’ex tribunale

Viterbo - Il Giudizio finale di Marco Zappa nell'ex tribunale

Viterbo – Il Giudizio finale di Marco Zappa nell’ex tribunale

Marco Zappa

Marco Zappa

Antonio Rocca, Lorenzo Marinetti, Luciano Osbat, Vincenzo Ceniti e Marco Zappa

Antonio Rocca, Lorenzo Marinetti, Luciano Osbat, Vincenzo Ceniti e Marco Zappa

Viterbo – (r.s.) – Giudizio finale nell’ex tribunale di Viterbo. Una tela dipinta a olio di 120 metri quadrati, posta nella lunetta della parete di fondo di quella che fu la chiesa dei santi Giuseppe e Teresa, in piazza Fontana Grande. E’ l’opera, imponente, dell’artista viterbese Marco Zappa, già autore della Pietà nella chiesa di santa Maria della Verità, nonché docente alla Nuova accademia di belle arti di Milano.

Il Giudizio finale è stato presentato, in anteprima, questa mattina. Al pubblico verrà invece svelato sabato prossimo, al termine della Vie del dialogo, una tavola rotonda per riaffermare le ragioni di una riconciliazione tra le diverse confessioni religiose. E da quel giorno sarà visibile ai più.

“Non so se sia una grande opera d’arte – dice Marco Zappa -, ma sicuramente è un’opera d’arte grande. A partire dalla sue dimensioni, e fino ad arrivare ai tempi per la realizzazione”. Mesi e mesi di lavoro, per dar vita a un Giudizio finale “totalmente autofinanziato. Il comune – attacca Zappa – è rimasto sordo a qualsiasi tipo di richiesta, anche alla minima. C’è stata miopia e disinteresse. Per dipingere la tela sono dovuto salire a un’altezza di venti metri, e mi è stato possibile solo grazie alla ditta di Andre Cesarini che mi ha concesso il ponteggio. Uno scheletro di ferro che rimarrà lì per un anno e mezzo”.

Il lavoro non è infatti terminato. Zappa si dedicherà ora alla parte bassa della parete di fondo, dove realizzerà l’Inferno. “Ma sarà visibile – sottolinea l’artista – solo se il comune abbatterà la parete dove ancora campeggia la scritta ‘La legge è uguale per tutti’, che ostruisce lo sguardo verso la parete di fondo. L’opera è stata realizzata dopo l’ok della soprintendenza, senza il quale non mi sarei mosso. E su una parete totalmente vergine, ovvero priva di dipinti precedenti”.

Il concetto di base del Giudizio finale si riconduce al dinamismo futurista. “In questo dipinto – spiega l’esperta Beatrice Bella – il dinamismo avviene attraverso la deformazione dei corpi, mentre il colore non ha una logica naturalistica ma segue i movimenti della luce”.

L’opera è stata sollecitata dal Touring club di Viterbo e ha avuto il sostegno dell’associazione Egidio 17, a cui si devono in questi ultimi due anni le iniziative rievocative della Riforma. “A mezzo secolo dalla riforma luterana e in un momento di grandi conflitti religiosi, Zappa nel suo Giudizio finale ha sottolineato la concordia e l’unità del credo di tutte le religioni, che esalta il premio per i giusti e la pena per i dannati. Il suo è un giudizio laico, che sarà accettato da tutte le dottrine e anche dagli atei. Perché non ci sono gli attributi delle singole credenze, ma solo l’eterno concetto fra bene e male, luci e ombre”, ha spiegato Vincenzo Ceniti del Touring club. Insieme al direttore di Egidio 17, Antonio Rocca, e al direttore scientifico del Cedido, Luciano Osbat, ha presentato anche la tavola rotonda di sabato pomeriggio.

“Sarà l’ultimo evento dell’anno luterano – sottolinea Ceniti -, in cui si è ricordato con convegni e manifestazioni il quinto centenario dello scisma della Chiesa, datato 1517”. Alle Vie del dialogo, dalle 16 del 28 ottobre nell’ex tribunale di Viterbo, prenderanno parte il vescovo Lino Fumagalli, il segretario del pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani Brian Farrell, il presidente dell’Ucsi Lazio Raffaele Luise, Antonio Rocca, la referente della prefettura per il dialogo inter religioso Roberta Monni, e il prefetto di Viterbo Nicolò d’Angelo.

Poi il vernissage del Giudizio finale di Marco Zappa.


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24 ottobre, 2017

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