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Sport - Motori - Il pilota centra il suo primo titolo ed esulta: "Mai stato veloce come in questo anno" - Sette anni fa aveva detto basta e ora si prende la sua personale rivincita con un finale di stagione entusiasmante

Gustavo Sandrucci è il campione della Clio cup Italia

di Paola Pierdomenico
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Gustavo Sandrucci Campione italiano della Clio cup

Gustavo Sandrucci Campione italiano della Clio cup

Gustavo Sandrucci Campione italiano della Clio cup

Gustavo Sandrucci Campione italiano della Clio cup

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Gustavo Sandrucci Campione italiano della Clio cup

Gustavo Sandrucci Campione italiano della Clio cup

Gustavo Sandrucci Campione italiano della Clio cup

Gustavo Sandrucci Campione italiano della Clio cup

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Gustavo Sandrucci Campione italiano della Clio cup

Gustavo Sandrucci Campione italiano della Clio cup

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Gustavo Sandrucci Campione italiano della Clio cup

Gustavo Sandrucci Campione italiano della Clio cup

Gustavo Sandrucci Campione italiano della Clio cup

Viterbo – Gustavo Sandrucci campione italiano della Clio cup. Non ha la voce e qualche ora di sonno da recuperare, ma l’entusiasmo è alle stelle. Il pilota viterbese del team Melatini Racing conquista un successo che vale oro. Anzi, di più.

A Imola ottiene il suo primo titolo nel monomarca Renault battendo Nicola Rinaldi (Essecorse) che, due volte in pole, ha fatto il possibile per superarlo, ma nulla ha potuto contro un Sandrucci che ha fatto sognare.

Dopo la tensione della gara, è arrivata l’esplosione di gioia con il team Melatini, la fidanzata Alessandra e la famiglia che hanno circondato la macchina in attesa del loro campione. Appena uscito, ha preso la bandiera italiana, se l’è messa al collo ed è salito sul tetto dell’auto. L’ha alzata al cielo e l’ha baciata. Poi si è tolto il casco, il sottocasco e gli auricolari. Sembrava frastornato. Commosso. Affaticato. Si strofinava gli occhi e prima di scendere ha di nuovo rialzato le braccia al cielo e fatto il segno della vittoria. Quella più bella, perché è soprattutto una vittoria personale. Sette anni fa, infatti, aveva deciso di chiudere con questo sport. Una decisione forzata più che sentita. Nemmeno lui sa bene per quale motivo. Lontano dal volante però c’è rimasto poco, fino al 2014 quando ha ripreso a sfidare la velocità e oggi ha avuto la meglio.

“Sabato ho fatto una grande prova – racconta Sandrucci – perché Rinaldi partiva primo e, se avesse vinto tutte e due le gare e io fossi arrivato secondo, avrebbe conquistato il campionato. Almeno una volta quindi dovevo arrivare davanti e proprio sabato ce l’ho fatta, con lui che si è classificato terzo. Prima della gara di domenica, avevo 22 punti di vantaggio e in ballo ce n’erano 25, me ne servivano comunque tre. Pioveva e avevo un po’ di ansia, anzi molta, perché poteva succedere di tutto. Avevo solo che da perdere…

Ho fatto il secondo tempo nelle libere 1 e il terzo nelle libere 2. Nelle qualifiche, sono arrivato sempre secondo, dietro Rinaldi che, secondo me, stavolta ha corso un po’ di più, sia come macchina che come guida. E’ molto bravo nel giro veloce, però, poi in gara, forse sotto pressione, sbaglia”.

Nel dettaglio: “Al primo giro di gara 1 – continua Sandrucci – l’ho subito superato rimanendo in testa per un paio di giri e poi lui è passato avanti. Un rincorrersi che è andato avanti per un po’. Ho fatto quasi tutto l’ultimo giro in testa, poi ho sbagliato perché mi ero rilassato e lui si è rifatto sotto; mi è venuto addosso all’ultima curva, forse per buttarmi fuori, e, ci può anche stare… ma sono rimasto avanti e lui è finito terzo.

In gara 2, sapevo che mi bastava arrivare ottavo se lui avesse vinto e anche non classificarmi se lui fosse arrivato secondo. Sono partito male, mi hanno passato in tre anche perché non volevo correre rischi. Rinaldi però ha fatto la partenza anticipata e, dopo tre giri, gli hanno dato un drive-through.

Quindi, di fatto, avevo già vinto il campionato. A quel punto, però, ho iniziato ad azzardare perché volevo vincere ed ero primo. A un certo punto, però, la macchina, nella prima curva, non mi ha scalato ed è rimasta in sesta e io sono finito in sabbia. Sono rientrato sesto, poi sono passato terzo, e finito secondo perché c’è stato un incidente tra due concorrenti e hanno stoppato la gara a un giro dalla fine”.

Sandrucci ammette: “Un piantarello in macchina me lo sono fatto. E’ stato bello trovare tutti all’arrivo, pronti a festeggiarmi con la bandiera italiana. Quasi il coronamento di un sogno”.

Sette anni fa Sandrucci aveva deciso di smettere. “Ci avevo messo una pietra sopra perché, per motivi che nemmeno so, da un po’ di anni sbagliavo squadra o commettevo io stesso degli errori. Insomma, non girava nel verso giusto e quindi mi sono detto che era così che doveva andare e che era solo una fase della mia vita che si chiudeva. Un po’ mollato, ma evitavo comunque di vedere gli altri correre, perché mi dava fastidio, visto che quella era la mia grande passione. Nel 2014, ho ripreso quasi per scherzo…”.

Fondamentale l’incontro col team Melatini. “Hanno investito su di me e sono persone eccezionali, perché mi hanno permesso di fare un campionato pazzesco con una macchina super affidabile. Quando le cose funzionano poi si ottengono i successi. Li ringrazio tutti”.

A Sandrucci è andato il titolo Piloti, mentre la squadra marchigiana ha conquistato quello riservato ai Team con cui hanno guadagnato l’iscrizione per una macchina al campionato dell’anno prossimo.

“Da regolamento – continua Sandrucci – chi vince, non può più rifare la Clio cup, quindi mi dovrò trovare altre occupazioni in altri campionati e, spero che, col titolo italiano in tasca, sarà semplice”.

Il viterbese si è preso quindi la sua rivincita. “Quando ho vinto, mi sono detto: ‘e adesso che faccio?’, perché ho sempre bisogno di obiettivi. Ora, però, penso a rilassarmi, perché i giorni prima della gara sono stati davvero pesanti. 

La vittoria la dedico a tutti: a me e a chi mi è stato vicino. Alla mia fidanzata Alessandra che è stata fondamentale, il mio portafortuna visto che l’unica volta che non c’era mi sono ritirato: se la matematica non è un’opinione… gran parte del merito è stato suo. La dedico a mio figlio che, da casa mi ha sempre guardato, alla famiglia, agli sponsor e a quelli del team perché sono stati davvero bravi.

E’ stata una prova con me stesso. Avevo detto basta, ma rosicando… e ho capito che, nella vita, vale il detto ‘mai dire mai'”.

Il suo posto è al volante. “Prima della gara, ho un’ora e mezza in cui sto davvero male, con l’ansia… mi gira la testa e sento la musica. Poi, metto il casco e divento la persona più calma del mondo. Anni fa non era così, avevo sempre ansia. Ora, invece, riesco a pensare a cosa posso fare o inventarmi per recuperare e migliorare la macchina. Sarà forse la maturità… E comunque, veloce come quest’anno non lo sono mai stato. Ho guidato bene”.

Sul futuro: “Faccio un lavoro, il pilota, che per me è un sogno che si è avverato. Penso quindi a un altro campionato, diverso, sempre nell’ambito delle ruote coperte, ma vediamo cosa propongono sponsor e team. C’è tempo, manca un anno. Ora – conclude Sandrucci – per un mese solo relax per pensare a me stesso e ai festeggiamenti”.  

Paola Pierdomenico


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3 ottobre, 2017

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