Civitella d’Agliano – In quel fucile automatico da caccia c’erano tre cartucce. Lui l’ha imbracciato e ha minacciato la moglie di ucciderla. Il prefetto gli ha così vietato di detenere armi, munizioni ed esplosivi, anche se regolarmente denunciate. Ma l’uomo, tramite il suo avvocato, si è rivolto al Tar, che ha però “rigettato” il ricorso ritenendolo “infondato”.
Il fatto di cronaca risale al giugno di otto anni fa, a Civitella d’Agliano. Ma il tribunale amministrativo si è espresso solo pochi giorni fa. Nella sentenza, la ricostruzione dell’episodio. “Il 6 giugno 2009, dopo una segnalazione telefonica da parte della moglie del ricorrente, che denunciava di essere sotto minaccia armata del marito, i carabinieri sopraggiungevano nella loro abitazione, dove trovavano l’uomo in evidente stato di alterazione. Rinvenivano, altresì, armi regolarmente denunciate, tra le quali un fucile automatico da caccia, carico di tre cartucce, che la moglie riconosceva essere quello con la quale era stata minacciata”.
La donna sarebbe stata insultata dal marito anche davanti alle “forze dell’ordine, ripetendo che l’avrebbe uccisa. Accompagnato in caserma, l’uomo è stato denunciato”. Con una nota, i carabinieri di Civitella d’Agliano informano il prefetto di Viterbo che vieta all’uomo di detenere armi, munizioni ed esplosivi, anche se regolarmente denunciate.
Rivoltosi al Tar tramite il suo avvocato, il suo ricorso è stato “rigettato” perché ritenuto “infondato”. E l’uomo è stato condannato a pagare un’ammenda di mille euro.
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