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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – A seguito della chiusura della sede Inps di Civita Castellana e della mancata applicazione degli accordi presi dal direttore della sede Inps di Viterbo, nel mese di luglio, le scriventi organizzazioni, insieme ai patronati, hanno richiesto un incontro in merito.
La risposta del direttore di Viterbo è in linea con quanto detto in un comunicato stampa dal direttore regionale dell’Inps Vitale, che ha snobbato le organizzazioni sindacali su un problema che per la nostra provincia è di fondamentale importanza.
Non è nostra intenzione cominciare una sterile polemica, ma con la chiusura temporanea della sede Inps di Civita Castellana, insieme alle ultime disposizioni decise dall’Inps di Viterbo, si sono sviluppati una serie di problemi che vogliamo di seguito elencare:
• Allungamento dei tempi di definizione delle pratiche.
• Decentramento delle lavorazioni: attualmente le pensioni di vecchiaia e anticipate, le disoccupazioni agricole e le ds sono date in gestione alla sede di Civita Castellana dalla lettera M alla lettera Z; ciò comporta che un richiedente con cognome compreso tra le suddette lettere vede la propria pratica non lavorata dall’Inps di Viterbo ma gestita dall’Inps di Civita Castellana: peccato però che la sede di Civita Castellana è chiusa.
• L’ingresso ai piani superiori non è più consentito ai patronati che per consegnare le pratiche ora sono costretti a fare interminabili file agli sportelli.
• Le priorità stabilite nella riunione di luglio con il direttore di Viterbo sono state del tutto disattese, in particolare lo sportello di consegna documenti per recupero Tfr: la tempistica, infatti, è molto superiore a quanto previsto dalla legge.
• Le pensioni di invalidità civile hanno raddoppiato i tempi di lavorazione per le liquidazioni
• Non vengono più date risposte alle e mail di sollecito
• Il settore pubblico (ex INPDAP) è anche peggio: non si hanno risposte neanche quando si è ricevuti per appuntamento e i tempi di liquidazione per le pratiche sono estenuanti.
Tutto questo accade, nonostante il personale preposto si adoperi in maniera encomiabile per assolvere ogni richiesta ricevuta.
Cgil, Cisl e Uil, per i motivi sopra descritti, hanno chiesto l’incontro a Caccavale, direttore dell’Inps di Viterbo, che ha ritenuto opportuno non confrontarsi, nascondendosi dietro le affermazioni di Vitale, direttore Inps regionale.
Cgil, Cisl e Uil avrebbero voluto, nel rispetto dei ruoli, solo proporre soluzioni per cercare di migliorare le criticità sopra descritte.
Cgil, Cisl e Uil prendono atto, con amarezza e rammarico, che i responsabili Inps sopra citati preferiscono sottrarsi al tavolo di confronto e lasciare i cittadini alle prese con una burocrazia insostenibile che comporta e comporterà notevoli disagi.
CGIL – Alberto Manzini
CISL – Fortunato Mannino
UIL – Giancarlo Turchetti
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