Viterbo – (g.f.) – “Sono nata qui e sono considerata come tutti i miei compagni”.
Ma Gloria, rispetto ai suoi compagni, seppure parli italiano, non è italiana. Studia la nostra storia, ma non ha la cittadinanza. Frequenta le nostre scuole. Italiane. Ma lei italiana non lo è. E come lei, tanti altri giovani.
Oggi ha 17 anni. Dal prossimo, potrà cominciare la lunga trafila che la porterà a essere italiana anche sulla carta, oltre che nei fatti. Come lo è da sempre.
La sua testimonianza, in sala del consiglio a palazzo dei Priori, dove il tavolo della pace ha avanzato una proposta. Simbolica eppure forte. Chiedere a tutti i comuni, partendo dal capoluogo, d’approvare un ordine del giorno in consiglio, per riconoscere la cittadinanza onoraria e simbolica ai bambini nati in ogni comune della Tuscia, da nuclei familiari stranieri residenti.
“Questo fatto della non cittadinanza – ricorda Gloria – l’ho sempre vissuto un po’ come una presa in giro. In Italia la si ottiene vivendo per dieci anni in questo Paese, se si contrae matrimonio e se uno dei genitori è italiano.
Io, invece, devo aspettare di compiere i 18 anni. Ma sono nata qui, mia mamma qui paga le tasse. Vado a scuola, sono considerata come tutti i miei compagni”. È italiana. Non per la burocrazia.
Da qui il segnale che il tavolo, con il sostegno di diverse associazioni, intende lanciare. La cittadinanza onoraria e simbolica ai ragazzi d’età inferiore ai 18 anni, figli d’immigrati stranieri, residenti a Viterbo o in uno degli altri 59 comuni.
Per sostenere e promuovere, come prevede il documento: “La politica dell’accoglienza dei migranti, bambini e bambine, per una maggiore integrazione e giustizia sociale”.
Al tavolo, c’è la mamma di Gloria, Lukusa, accanto ai consiglieri Livio Treta e Paolo Moricoli, l’assessore Antonio Delli Iaconi. C’è pure il sindaco di Vitorchiano Ruggero Grassotti.
Solo a Viterbo vivono oltre seimila cittadini stranieri residenti, circa il 9,6%. Studiano con i loro compagni italiani e i loro genitori lavorano e pagano le tasse in Italia.
“Il sindaco Michelini – anticipa l’assessore Antonio Delli Iaconi – si fa carico di questa proposta, affinché sia discussa in consiglio comunale, garantisce il suo personale impegno per portare in porto la mozione.
Che sarà presentata da qualche consigliere, come previsto”.
Una proposta lanciata il 2 ottobre non a caso, nella Giornata internazionale delle nonviolenza.
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