Bergamo – (s.c.) – Firmato alle 11, dopo una notte di trattative, a Bergamo, tra Ubi Banca e i coordinamenti sindacali di gruppo, l’accordo quadro per l’aggiornamento del piano industriale 2019 – 2020 comprensivo della fusione per incorporazione in Ubi Banca delle cosiddette “Bridge Banks”: Banca Adriatica (già Nuova Banca Marche), Banca Tirrenica (già Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio) e Banca Teatina (già Nuova Cassa di Risparmio di Chieti).
Una lunga trattativa iniziata il 6 luglio scorso anche a seguito dell’aggiornamento del Piano Industriale, presentato dalla banca agli stakeholder il 12 maggio 2017, contenente le linee guida strategiche e gli obiettivi economici, finanziari e patrimoniali relativi al periodo 2017-2020.
Al termine del Piano Industriale il numero dei dipendenti della banca unica, per effetto degli efficientamenti, dimagrirà di circa 3000 unità, scendendo dagli attuali 22.500 a 19.500 circa previsti per il 2020. Sul territorio nazionale Ubi Banca sarà suddivisa in sette macro aree: Nord ovest con sede a Cuneo, Milano e Emilia Romagna, Bergamo e Lombardia ovest, Brescia e nord est, Marche e Abruzzo, Lazio Toscana e Umbria, Sud con sede a Bari. Obiettivo per il 2020 è di arrivare a 1369 filiali e 422 mini sportelli per un totale di 1369 sportelli.
Durante i numerosi incontri le Parti hanno convenuto di intervenire, per quanto definibile nella fase attuale, sugli assetti contrattuali del personale dipendente del Gruppo, nonché, con strumenti volontari, attraverso forme di responsabilità e sostenibilità sociale anche connesse a prestazioni sia straordinarie che ordinarie del Fondo di Solidarietà di settore, ovvero a strumenti equivalenti, tra i quali l’attivazione di piani di esodo incentivato e anticipato, nonché la sospensione temporanea dell’attività lavorativa, nelle forme contrattualmente applicabili e in continuità con le previsioni in essere presso le aziende coinvolte.
Tra i numerosi temi toccati: la mobilità territoriale, la riconversione professionale, la formazione, il piano di incentivazione all’esodo volontario anticipato con possibilità di accesso diretto alle prestazioni pensionistiche, l’ingresso di consistenti aliquote di lavoratori nel “Fondo di solidarietà e sostegno al reddito”, incontri di verifica, sospensione della prestazione lavorativa, periodi di congedo straordinari, congedi parentali (maternità e paternità facoltativa), contrattazione di secondo livello, premio aziendale, nuovo modello distributivo e nuove assunzioni.
“Un lavoro lunghissimo, articolato e complesso – afferma Valerio Fabi della segreteria nazionale di Unisin presente alle trattative – che ha portato alla importante sottoscrizione di un accordo quadro che andrà a regolare la costituzione della Banca unica, comprensiva della migrazione in Ubi delle tre Bridge Banks (ex Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, ex Banca Marche e Cassa di Risparmio di Chieti), che tutelerà tutti i lavoratori e che porterà, in proporzione alle uscite di personale prossimo alla pensione, anche nuove assunzioni di giovani”.
“Una trattativa che ci ha permesso almeno in questo momento di scongiurare il rischio delle esternalizzazioni – continua Silvio Cappelli di Unisin anche lui presente alle trattative – e di trovare il giusto utilizzo delle leve di gestione degli esuberi in rapporto al contenimento del costo del lavoro. Condizione necessaria anche per governare l’incorporazione in Ubi Banca della prima delle tre bridge banks (ex Banca Marche) avvenuta lunedì 23 ottobre scorso”.
Nella foto la delegazione sindacale Unisin a Bergamo: Natale Zappella, Valerio Fabi, Francesco Di Domizi, Alessandro Del Taglia, Silvio Cappelli, Nicola Scognamiglio e Mario Caspani.
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