Bagnaia – “Vergognose le figurine con Anna Frank”. Dal tradizionale raduno dell’Unione nazionale combattenti della repubblica sociale italiana arriva la dura condanna per gli adesivi con Anna Frank in maglia giallorossa degli ultrà della Lazio. “Non si tratta di fascisti ma di idioti. Dobbiamo rispettare e ricordare tutte le vittime della seconda guerra mondiale, come chi morì sotto le bombe e come le migliaia di donne stuprate in Italia dai goumier francesi”, dice Silvano Olmi. E le sue parole sono condivise da tutti i presenti.
Gallery: Il raduno dell’Uncrsi
Quello dell’Uncrsi è un raduno tradizione. Come tutti gli anni, si svolge il 28 ottobre in ricordo dell’anniversario della marcia su Roma. Quest’anno il 95esimo. Era il 28 ottobre del 1922 quando le camice nere, organizzate dal Partito nazionale fascista di Benito Mussolini, si diressero sulla capitale rivendicando dal re Vittorio Emanuele II la guida politica dell’allora regno d’Italia. E due giorni dopo, il 30 ottobre, il sovrano incaricò lo stesso Mussolini di formare il nuovo governo.
Ieri sera la cena, organizzata dall’Uncrsi di Viterbo, presieduta da Alessandro Bordoni, e dall’associazione Continuità ideale al ristornare Il Borgo di Bagnaia. “Non è un raduno di nostalgici, ma di un gruppo di amici che si incontrano tutti gli anni e che si riconoscono in un unico ideale”, hanno sottolineato i presenti, una quarantina. Una sala tutta per loro. Quattro bandiere campeggiano sulle pareti. Tra cui quella dell’Uncrsi, la bandiera di guerra dell’Rsi con l’aquila ad ali spiegate che poggia su un fascio orizzontale su uno sfondo verde, bianco e rosso, e un tricolore con la scritta ‘Dovete sopravvivere e mantenere nel cuore la fede’ di Mussolini sormontata dal simbolo delle forze armate dell’Rsi. In sottofondo, le musiche del ventennio fascista.
Tavolo d’onore per il presidente Bordoni, unico combattente repubblichino viterbese ancora in vita, insieme a Franco Morrone, seduto al suo fianco. A 93 anni, Bordoni ha però annunciato di lasciare la presidente dell’Uncrsi di Viterbo. Lo succederà Romano Sini. Nel suo discorso, che ha preceduto la cena, Bordoni ha ricordato i combattenti scomparsi e ha detto ai presenti di “tenere sempre alto lo spirito della patria e dell’idea, in difesa della nostra identità, della nostra cultura e delle nostre millenarie tradizioni. I combattenti dell’Rsi, oggi come ieri, sono al servizio dell’Italia”.
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