Viterbo – Consegnato ad Alberto Rollo il premio Alvaro-Bigiaretti.
Sabato 4 novembre, alle ore 11, Alberto Rollo ha ricevuto il premio Alvaro-Bigiaretti per il suo romanzo “Un’educazione milanese”, edito da Manni Editori.
In realtà è nel mese di maggio che viene officiata tale cerimonia nel caratteristico borgo e piazzetta dell’Oratorio di Vallerano dove il premio è nato, poiché i due grandi scrittori del nostro ‘900 hanno per loro scelta vissuto e riposano nel piccolo cimitero dove due lapidi, proprio da tre anni quando è sorto il premio, li ricordano, amici in vita e abitanti della stessa casa alla morte dell’Alvaro subentrò Bigiaretti.
Il nostro autore per cause di forza maggiore non è potuto essere presente in primavera e, dunque, per favorire anche la presenza degli studenti dell’ultimo anno dei licei classico e scientifico, ci siamo spostati presso il museo della Ceramica, Fondazione Carivit a Viterbo, che è uno dei nostri sponsor, insieme al comune di Vallerano e la ditta Mizzella.
La scelta è stata dettata da parte del comitato organizzatore nella figura del presidente lo scrittore Giorgio Nisini e dall’opportunità di far incontrare i nostri giovani con uno scrittore che rivendica la sua “appartenenza” ad una città come Milano da cui riceve la sua educazione.
“Nel momento in cui idealmente le pagine di una storia ci cuciono insieme, diventiamo una comunità forte anche dal punto di vista civile e politico. La lettura ha questa straordinaria capacità, di cucirci assieme, anche se il tessuto non è lo stesso che indossiamo”, è quanto a una domanda di una studentessa risponde Rollo che insiste sul fatto che l’appartenenza è più facile in un piccolo luogo.
“Milano non è precisa, una grande città non è precisa… e non deve essere precisa… – afferma Rollo raccontando la sua città – Le città sono luoghi di una progressiva e continua trasformazione, e se non si trasformano muoiono, io ho cercato di entrare attraverso anche la mia biografia dentro questo mondo in continua trasformazione e cercare dove è più complicato, dove è più difficile. Di volta in volta trovare la condizione di identità che mi appartiene, non è un aspetto preciso della città ma mette tutti insieme nella mescolanza di tanti elementi diversi. Parlo di educazione perché una città, tutte le città sono in grado davvero, anche se noi non ce ne accorgiamo, di darci degli elementi di educazione. Attraverso le forme architettoniche e non necessariamente le forme belle”.
Rollo, dopo aver lavorato a contatto con gli scrittori e tradotto autori inglesi e americani contemporanei, scritto per il teatro, realizzato documentari per la tv, per oltre vent’anni direttore letterario della casa editrice Feltrinelli, per poi passare, nel 2017, a Baldini&Castoldi, ha sentito il bisogno, l’urgenza impellente, forse per troppi stimoli ricevuti, di avere un ancoraggio solido alla sua città scrivendo questa sua prima opera di narrativa, che oltre a vincere il premio Alvaro-Bigiaretti, è stata finalista al premio Strega e al premio Stresa.
Massimo Fornicoli
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