Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Economia - Viterbo - Lavoratori ieri nella sede della Cisl - Mannino: "Un dramma nell'indifferenza generale"

L’Alta chiude, licenziati 36 dipendenti

di Giuseppe Ferlicca
Condividi la notizia:

Viterbo - I lavoratori Alta con Fortunato Mannino

Viterbo – I lavoratori Alta con Fortunato Mannino

Viterbo - I lavoratori Alta con Fortunato Mannino

Viterbo – I lavoratori Alta con Fortunato Mannino

Viterbo - I lavoratori Alta con Fortunato Mannino

Viterbo – I lavoratori Alta con Fortunato Mannino

Viterbo – Trentasei lavoratori licenziati, un’eccellenza del territorio chiude. Per l’Alta di Bagnoregio il finale che in molti temevamo, ma che nessuno avrebbe voluto scrivere.

“Dal 31 ottobre siamo stati tutti licenziati”. Maurizio Pasaniti è uno dei 36 che col primo novembre si trova senza un impiego, nell’incertezza di un futuro tutto da inventare e che fa paura.

Perché adesso arriveranno gli ammortizzatori sociali, ma una volta esauriti, la domanda che a lui e ai suoi colleghi continua a girare per la testa, è la stessa: che faranno?

Trentasei famiglie, altrettante storie. Forse quattro nel frattempo riusciranno ad arrivare alla pensione. Per tutti gli altri, c’è una vita da reinventare e un lavoro da trovare. Non facile per chi è alla soglia dei cinquant’anni e anche oltre.

Eppure, come denuncia Fortunato Mannino della Cisl, a pochi sembra interessare del dramma che stanno vivendo non solo i lavoratori, ma l’intero territorio.

“L’Alta che chiude – spiega Mannino – è un pezzo di storia e d’eccellenza che se ne va, con pochissimi a essersi mossi. A parte qualche interpellanza, lavoratori e sindacati sono stati lasciati soli”.

Con qualche eccezione. “Il sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti – continua Mannino – ha fatto la sua parte, la continuerà a fare anche nell’ottica di una eventuale ricollocazione del personale, ma il problema è enorme. L’Alta chiude, la Maico chiude e la politica tace”.

Era partita la proposta alla provincia per organizzare un tavolo sul territorio, con tutti i sindaci in qualche modo coinvolti. I dipendenti Alta non sono solo di Bagnoregio, ma anche di Bolsena, San Lorenzo Nuovo, Acquapendente, Orvieto e altri centri.

“Torno a rilanciare la richiesta al presidente della provincia Nocchi – continua Mannino – d’organizzare il tavolo per le politiche attive del lavoro. Certe iniziative servono anche a tenere alta l’attenzione sul problema”. E a far sentire meno solo chi vive un vero e proprio dramma.

“Da parecchio tempo c’era uno stallo – spiega Maurizio Pasanisi, impiegato – di fatto le commesse sono state bloccate e i lavoratori si limitavano alla pulizia dei reparti. Negli ultimi due mesi, poi la chiusura è diventata una certezza”. Ascoltando i lavoratori che ieri erano alla Cisl per iniziare le pratiche successive al licenziamento, difficile capire le ragioni.

“Il lavoro c’era. Quando abbiamo cominciato a manifestare per ottenere quanto ci spettava, commesse ce n’erano. Per un importo che superava il milione di euro, ma sono state rifiutate. Una decisione che per noi non si spiega. Così come le difficoltà con i fornitori”.

La proprietà ha deciso lo stop e pare che ci siano stati contatti per cedere l’attività. “Potenziali acquirenti sarebbero arrivati, ma non sappiamo come sia andata”. Non bene, a giudicare dall’epilogo.

Adesso i dipendenti hanno iniziato le pratiche per ottenere il dovuto, compresi stipendi. “Per il tfr – anticipa Mannino – dovremo attingere al fondo di garanzia Inps, ma questo vuol dire far partire le procedure per il fallimento. Come vuole la prassi”.

Resta l’amaro in bocca per chi quei cancelli li ha varcati una vita intera. “Da 38 anni – osserva Americo, uno degli operai che si è visto recapitare la lettera di licenziamento – sono deluso. Era un fiore all’occhiello ed è finita così.  Io tra due anni andrò in pensione, ma i miei colleghi? Alternative a Bagnoregio quali sono?”.

Prospettive poche, pure per questo non ci si può arrendere. “Speriamo che arrivi un imprenditore, si prenda l’azienda e la rimetta in moto”.

Giuseppe Ferlicca 


Condividi la notizia:
3 novembre, 2017

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/via-sandro-pertini-strada-pubblica-chiusa-con-sbarra/