Viterbo – (g.f.) – Cimitero a Grotte Santo Stefano, partiti i lavori.
Ieri, verifica sul posto con gli assessori Luisa Ciambella e Alvaro Ricci. Spesa, 370mila euro, per 209 posti più 26 ossari. Sul posto, i responsabili della ditta e qualche cittadino.
“Non sarà una soluzione definitiva – osserva Ricci – ma appena saranno assegnati, con gli introiti si procederà al successivo ampliamento, stavolta definitivo”.
Un problema, quello del cimitero senza più spazi, molto sentito e da tempo. “Quando una comunità si riduce a seppellire i propri cari in un luogo lontano da quello in cui vive – osserva l’assessora Luisa Ciambella – è un problema che diventa di natura sociale e che comincia dalla notte dei tempi.
Abbiamo avuto a che fare con la disperazione delle persone. In un’assemblea, il dolore di una donna che aveva perso due familiari. Difficile spiegarle tempistica e ragioni tecniche per quello che stava accadendo.
Però devo dire che l’amministrazione Michelini, se un merito ce l’ha avuto, è che con le seppur piccole disponibilità, è riuscita a realizzare opere importanti”.
Per il cimitero di Grotte Santo Stefano, la precedente aveva previsto un project financing. L’impresa privata avrebbe realizzato l’ampliamento, ottenendo in cambio la gestione di tutti i cimiteri del capoluogo per oltre venti anni.
L’arrivo del centrosinistra a palazzo dei Priori ha bloccato l’iter. Ritenuto antieconomico. A conti fatti, conveniva realizzarlo in proprio. Non ultimo, nella scelta, c’è stato il ricalcolo degli introiti derivanti dal forno crematorio.
“Le precedenti proposte – ricorda Ricci – erano fantasiose, il project non portava a nessun risultato, l’amministrazione si sarebbe impegnata per 25 anni, una soluzione antieconomica. Noi abbiamo optato per una via diversa, anche banale se vogliamo, ma efficace”.
L’avvio dei lavori è slittato di otto mesi. “Ci siamo resi conto – spiega Ricci – che l’ampliamento ricadeva in zona agricola e non era possibile. Sarebbe stato un abuso edilizio e abbiamo sistemato la situazione, piuttosto che far partire il cantiere e poi fermarlo.
In ogni caso, anche con la proposta della vecchia amministrazione, l’ampliamento sarebbe partito una volta scaduto l’attuale contratto, che è ancora in essere”.
Il cantiere aperto ieri dovrebbe chiudere, salvo imprevisti, entro la fine di aprile 2018.
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