Viterbo – “La zona di ripopolamento e cattura Pisello Lemme va dismessa”. Il presidente dell’Atc Viterbo 1 Antonino Corsini non ha dubbi in merito: “Torno a parlare di questa Zrc, istituita nel lontano 1998, dopo aver letto, e più di una volta, l’accorato appello degli allevatori Mecali, che all’interno di questa zona di riserva hanno un’azienda agricola fortemente danneggiata dai cinghiali”.
I fratelli Mecali, qualche giorno fa, su Tusciaweb, hanno denunciato la situazione di disagio che vivono quotidianamente. Branchi di cinghiali ogni giorni devastano i loro terreni, mettendo seriamente a rischio la sopravvivenza dell’azienda stessa.
“Abbiamo più volte presentato alla Regione la richiesta di dismettere la Zrc – continua il presidente Corsini -, ma ad oggi non abbiamo mai avuto nessun cenno di risposta. Già nel 2013 il piano faunistico prevedeva la dismissione, ma la regione quel piano non lo ha mai approvato. Un anno dopo abbiamo reiterato la richiesta e ad oggi, tre anni dopo, siamo ancora in attesa che qualcuno ci dia un segno. Ad aprile e poi ancora a giugno 2017 abbiamo presentato l’ennesima richiesta che prevedeva la dismissione della Zrc Pisello Lemme e la creazione di due nuove Zrc una a Viterbo e una a Montefiascone. Ma ovviamente il silenzio è stata l’unica risposta ottenuta da Roma”.
La Zrc Pisello Lemme si estende su un terreno di quasi duemila ettari tra Viterbo e Montefiascone. La gestione dell’area è di competenza dell’Atc, che però “senza le dovute autorizzazioni regionali – spiega Corsini – non può far molto. Non possiamo nemmeno cacciare i cinghiali presenti nella zona, nonostante non dovrebbero proprio esserci essendo zona per ripopolamento e cattura di lepri e fagiani. Di fronte a tutto questo, ad aziende che rischiano di fallire, non posso pensare che chi predisposto non si assuma le proprie responsabilità. Noi quello che possiamo fare lo abbiamo sempre fatto, ma ovviamente non può bastare. Anche la legge 4 del 2015 sul controllo della fauna selvatica è una legge monca. Come può esserci controllo se il protocollo operativo, lo strumento che ci permetterebbe di agire in maniera incisiva, non è mai stato attuato?”.
“Mi chiedo – conclude Corsini – l’assessore regionale Hausmann cosa ne pensa. E sopratutto cosa fa in merito”.
Intanto le aziende della Tuscia ogni giorni perdono soldi e raccolto.
Maria Letizia Riganelli
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