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Viterbo - A partire dal 24 novembre e fino al 7 gennaio, 80 statue a grandezza naturale che rappresentano il popolo in attesa dell'arrivo del Messia su due piani e un pozzo con acqua dove gettare monetine e desideri

Il Presepe del Caffeina Christmas Village è poesia

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Viterbo - Caffeina Christmas village - Il presepe più grande del mondo

Viterbo – Caffeina Christmas village – Il presepe più grande del mondo

Viterbo - Caffeina Christmas village - L'assemblaggio del presepe

Viterbo – Caffeina Christmas village – L’assemblaggio del presepe

Viterbo - Caffeina Christmas village - Il presepe più grande del mondo

Viterbo – Caffeina Christmas village – Il presepe più grande del mondo

Viterbo – Il Presepe del Caffeina Christmas Village è poesia. Per la seconda edizione dell’evento nataliazio viterbese non si è guardato in faccia a nessuno. L’obiettivo chiaro, palese, dichiarato è stato uno: stupire. E non c’è nulla di meglio che meravigliarsi a Natale. L’attesa è un fremito.

Un atto di fede, ma anche un atto di pura poesia. Durante il Natale c’è sempre la solita diatriba tra i sostenitori dell’albero e quelli del Presepe, ma parliamoci chiaro al di là di ogni spirito religioso, ma anche come credenti convinti, come scettici, come quello che vi pare: il presepe è una ‘ficata’ pazzesca.

Sì lo sappiamo il termine non è dei più ortodossi, e scusate l’irriverenza e l’ignoranza, ma come ci ha detto recentemente un amico ‘se una cosa bella ti colpisce, probabilmente ti stupisce’ e certe volte lo stupore, questo sentimento così grande, si esprime meglio in parole comuni e semplici, senza elucubrazioni e distorsioni della lingua.

E poi da dove nasce questa meravigliosa sensazione? Dalle profondità del nostro corpo, qualcuno dice dal cuore, altri dalla pancia. Quindi sì, è proprio una ‘ficata’. Ma soprattutto, ‘i più alti misteri della fede possono essere espressi con le semplici parole dello stile umile, accessibili a ogni intelligenza’ (questo invece lo ha detto Erich Auerbach e magari averlo conosciuto).

Umile, una parola straordinariamente bella, viene da humus… e cosa c’è di più ricco, prolifico e rigoglioso della terra? Quindi bando alle ciance: il Presepe è tra le rappresentazioni più poetiche e artisticamente elevate che l’uomo poteva realizzare della natività.

E considerando che se lo è inventato San Francesco, non fa una piega. Se vi va di sperimentare un’esperienza totalizzante, un’immersione teatrale e coinvolgente di tutto ciò, tocca che fate una cosa: visitate il Caffeina Christmas Village. Ora penserete ‘tutto ‘sto giro di parole per venire a Viterbo?’. Sì, la riflessione su quello che scegliamo è sempre un fatto fondamentale.

A partire dal 24 novembre e fino al 7 gennaio nella capoluogo della Tuscia sarà possibile visitare il villaggio natalizio allestito dalla Fondazione Caffeina Cultura.

Si tratta della seconda edizione del fantasmagorico evento voluto da Filippo Rossi e Andrea Baffo che insieme a una squadra di eccellenti collaboratori stanno dando vita a un progetto vitale e pieno di sorprese. Tra queste c’è anche il Presepe (dicono il più grande del mondo) che vedrà la luce all’interno del Palazzo dei Papi di piazza San Lorenzo e quest’anno è ancora più grande e mirabolante.

I due autori di questo straordinario evento sono state le guide in questo viaggio di scoperta. Siamo al ground zero della piazza, come in tutte le fiabe che si rispettano, l’accesso al Presepe è l’immersione in un nuovo mondo. Si entra da una piccola cappella di campagna con tanto di altare e affresco, per poi accedere a un tunnel, un piccolo passaggio nell’oscurità che poi sfocia nel Presepe vero e proprio.

Il percorso è guidato, si passa davanti a un mulino ad acqua, poi sotto una roccia, sopra a un fiume e mentre camminiamo (stupitissimi) incontriamo Anita Pascale, l’artista che ha reso reale un’idea visionaria, “Lei è quella che segue le mie pazzie sul Presepe”, dice Rossi.

“È il capo degli allestimenti”, riporta sul piano del reale Andrea Baffo. Ma la verità è un fatto sostanziale o formale? In ogni caso, continuando a camminare ci si inoltra in una scena agreste e davanti ai nostri occhi si erge un’altra chiesa con un bellissimo campanile dotato di una rara campana di bronzo sonante, prestata dal Museo delle Tradizioni Popolari di Canepina.

Dopo questo spazio all’aperto (ma siamo al chiuso, sempre nel palazzo Papale) si arriva in una zona chiusa dove si trovano la casa del fattore e le stalle. Poi si accede al palazzo nobiliare con tanto di ricco salone delle feste da cui si accede alle scale (decorate con affreschi e arazzi, siamo sempre nella casa di un riccone) che conducono al piano sottostante dove si arriva a una torre da cui si ammira l’intero paese.

Scendendo nel palazzo, troviamo la stanza dei poveri, la biblioteca, una sala da pranzo e un giardino. Continuiamo a camminare (ma quanti ‘chilometri’ abbiamo fatto?) incontriamo l’osteria, quasi ci viene voglia di un boccale di birra. Ovviamente in paese c’è la scuola, il Monastero, un pozzo, un carretto, un’armeria medievale, un tornio (anche questo prestato dal Museo delle Tradizioni Popolari di Canepina), un vicolo che porta direttamente al mercato, un viottolo e poi?

Naturalmente i re Magi! Il villaggio è popolato, 80 statue a grandezza naturale che rappresentano il popolo in attesa dell’arrivo del Messia. Poi ragazzi c’è anche un pozzo con dell’acqua dove gettare monetine e desideri! Infine il viaggio si conclude nella grotta della natività, ma qui c’è poco da dire, l’atmosfera è magica, nessuna parola è sufficiente a rappresentare la scena. Qui è dove c’è Gesù Bambino.


Redazionale pubblicitario


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25 novembre, 2017

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