Acquapendente – In una domenica all’insegna delle sconfitte per tutte le compagini della Tuscia impegnate in Eccellenza e Promozione, l’unica squadra a festeggiare è stata la Vigor Acquapendente.
Grazie al successo casalingo per 1-0 sul Fiumicino, la formazione gialloblu è tornata alla vittoria dopo ben sette turni di digiuno. Un risultato che il presidente Fabio Ragni mette in forte relazione col cambio d’allenatore (via Enrico Centaro, dentro Gianfranco Ciccone), deciso proprio alla vigilia della gara del riscatto.
Presidente, a inizio stagione la Vigor era partita fortissimo, poi c’è stato un black-out che ha prodotto appena tre punti in sette gare. Cos’è successo?
“E’ stato un insieme di circostanze. Prima di tutto abbiamo patito le assenze prolungate di giocatori importanti, come il capitano Colonnelli e Fini. In più ci si è messa anche un po’ di sfortuna, soprattutto nella partita contro il Ronciglione United, che non meritavamo di perdere. Così facendo, la fiducia e il morale sono gradualmente venuti meno e siamo entrati in un tunnel di cui non si vedeva l’uscita”.
Quanto ha influito il cambio di panchina sul ritorno alla vittoria?
“Non voglio sembrare irrispettoso verso Enrico Centaro, che stimo moltissimo sia come allenatore che come persona, ma credo che mister Ciccone sia stato determinante per il successo di domenica sul Fiumicino. E’ un allenatore di grande carisma, che sa come ottenere il massimo da tutti i giocatori, e il suo arrivo ha dato la scossa di cui avevamo tutti bisogno. Molto importante è anche il lavoro che sta facendo il preparatore atletico, Claudio Petti, voluto espressamente dal mister”.
Adesso che il momento buio sembra alle spalle, dove vuole arrivare la Vigor?
“Il nostro obiettivo primario è salvarsi il prima possibile. La rosa non è lunghissima e ci sono tanti giovani che hanno bisogno di tempo per crescere, per cui dobbiamo rimanere coi piedi per terra. Però bisogna anche ammettere che la classifica è interessante: nonostante la lunga serie negativa, siamo ancora vicini alla vetta e quindi non mi sento di escludere a priori un piazzamento importante”.
La Vigor è storicamente uno dei baluardi del calcio viterbese nelle serie regionali. Qual è la ricetta per far sì che un piccolo paese come Acquapendente possa competere con le società romane, che hanno un bacino di giocatori enormemente più grande?
“Le squadre romane sono avvantaggiate rispetto a noi soprattutto nella scelta dei fuoriquota, visto che hanno a disposizione un numero molto più grande di giovani calciatori. Noi dobbiamo aguzzare l’ingegno, saper progettare bene e gestire le risorse a disposizione. A tal proposito, voglio fare i complimenti al nostro direttore sportivo Giuseppe Olimpieri, che sa fare molto bene il suo lavoro”.
La vostra società è attiva anche nel settore giovanile?
“Sì, abbiamo una squadra Juniores, una Allievi e due Giovanissimi regionali, che tra l’altro stanno anche andando abbastanza bene. C’è un buon serbatoio di ragazzi che speriamo possano arrivare formati in prima squadra per fare la loro parte nella bella storia della Vigor”.
Alessandro Castellani
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