Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Già nei mesi scorsi, non appena l’ipotesi ha iniziato a circolare, ci siamo detti contrari.
Un’opposizione dettata dalle conseguenze che l’introduzione del recapito a giorni alterni comporterà soprattutto per la popolazione che vive nei paesi più piccoli e, soprattutto, per gli anziani.
Eppure, Poste italiane si è dimostrata sorda a ogni rimostranza e ha deciso di proseguire per la sua strada: dal 4 dicembre il nuovo sistema di consegna della corrispondenza entrerà in vigore nel centro di distribuzione di Tarquinia, che serve anche Montalto di Castro, Tuscania, Arlena di Castro e Monte Romano. Slitta invece al nuovo anno a Grotte di Castro, Acquapendente, San Lorenzo Nuovo, Onano, Gradoli, Latera e Bolsena. Ma è solo questione di tempo: la politica dei tagli ormai è chiara.
L’azienda la chiama “l’ottimizzazione dei processi di lavorazione della corrispondenza”, ma questa è solo una parafrasi per celare quella che in realtà è una politica sempre più lontana dalla missione che originariamente Poste si era data.
Di fatto, ormai opera come una vera e propria azienda privata con un unico faro a guidarla: il profitto che da tempo ha scavalcato il servizio pubblico. La cosa più grave di questa vicenda è che il governo, che pure avrebbe gli strumenti, non interviene a fermare questa ingiustizia che provocherà disservizi soprattutto alle fasce più deboli dei viterbesi.
E, per l’ennesima volta, assistiamo allo svuotamento di servizi al cittadino a causa di logiche finanziarie e di mercato distanti anni luce dalla quotidianità delle persone. E chi può non fa nulla per invertire il declino, anzi assiste inerme di fatto benedicendo queste operazioni scellerate.
Miranda Perinelli
Segretaria Spi Cgil Civitavecchia-Roma Nord-Viterbo
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY