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Politica - Il deputato Massimiliano Bernini (M5s) chiede di fare chiarezza sulla situazione

“Rifiuti speciali all’ex fornace di Orte, interrogazione al ministro dell’Ambiente”

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Massimiliano Bernini (M5s)

Massimiliano Bernini (M5s)

Orte – Riceviamo e pubblichiamo – Preoccupano molto le condizioni dell’ex fornace di laterizi ormai dismessa di Orte, in zona Vocabolo Camerano 35, divenuta discarica abusiva di rifiuti speciali.

Per questo, anche a seguito delle sollecitazioni degli attivisti del Movimento 5 Stelle di Orte, che si sono fatti portavoce delle crescenti inquietudini della popolazione e di quanti vivono nelle vicinanze dell’ex-sito industriale, ho depositato insieme alle colleghe Grande, Lombardi e Daga un’interrogazione volta a richiamare l’attenzione del ministro dell’Ambiente sull’ennesimo caso di smaltimento illecito dei rifiuti nella nostra provincia.
 
Di recente la vicenda è stata riportata alla ribalta anche da un interessante convegno organizzato dall’associazione “Facciamo per cambiare” che ha coinvolto la società civile ed esperti. Purtroppo al momento la situazione è di stallo, per cui non vi è attività di bonifica ed i cittadini hanno mostrato allarme soprattutto per la possibilità di inquinamento delle falde acquifere, per il quale sono state sollecitate tutte le autorità locali competenti compresa la prefettura.
 
Preoccupanti le dichiarazioni del viceprefetto di Viterbo Salvatore Grillo audito lo scorso febbraio dalla Commissione Parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, secondo il quale “nel comune di Orte è presente un ex-fornace di laterizi, nella quale prima del 2004 sono stati stoccati 7.000 metri quadrati di rifiuti speciali destinati a diventare composto per miscelazione con materia prima per un impasto. In seguito è stato accertato che questi rifiuti contenevano metalli pesanti in concentrazioni superiori e, quindi, è stato avviato il procedimento di bonifica a carico del Centro Laterizi Nazionale, che si è interrotto nel 2009 perché la società non ha fornito la documentazione richiesta in sede di conferenza di servizi, impedendo di fatto il prosieguo dell’attività di bonifica del sito”.
 
Come spesso accade in questi casi, il danno e la beffa vanno a braccetto, così gli inquinatori spariscono impuniti ed i processi si prescrivono, mentre la collettività e le amministrazioni locali subiscono oltre all’offesa ambientale gravosi oneri economici per le caratterizzazioni e le bonifiche, un dato sempre meno accettabile, ma che ad oggi sembra non trovare soluzione.
 
Speriamo di ottenere da parte del ministro una risposta soddisfacente e l’impegno a far rispettare il principio “chi inquina paga”.

Deputato Massimiliano Bernini
Cittadino Portavoce Movimento 5 Stelle
Commissione XIII – Agricoltura Camera dei Deputati


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20 novembre, 2017

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