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Viterbo - Nella sala Regia del comune, il riconoscimento al comandante generale dell'arma dei carabinieri

Tullio Del Sette nell’albo d’oro della città

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Tullio Del Sette

Tullio Del Sette

Viterbo - Del Sette nell'Albo d'oro della città - La cerimonia

Viterbo – Del Sette nell’Albo d’oro della città – La cerimonia

Viterbo - Del Sette nell'Albo d'oro della città - La cerimonia

Viterbo – Del Sette nell’Albo d’oro della città – La cerimonia

Tullio Del Sette e Leonardo Michelini

Tullio Del Sette e Leonardo Michelini

Viterbo - Del Sette nell'Albo d'oro della città - La cerimonia

Viterbo – Del Sette nell’Albo d’oro della città – La cerimonia

Tullio Del Sette e Leonardo Michelini

Tullio Del Sette e Leonardo Michelini

Tullio Del Sette e Leonardo Michelini

Tullio Del Sette e Leonardo Michelini

Tullio Del Sette e Leonardo Michelini

Tullio Del Sette e Leonardo Michelini

Viterbo – (g.f.) – Tullio Del Sette nell’albo d’oro della città di Viterbo.

Il comandante generale dell’arma dei carabinieri ha ricevuto oggi il riconoscimento nel corso di una cerimonia nella sala Regia a palazzo dei Priori.

Fotocronaca: Tullio Del Sette a Viterbo

All’albo sono iscritti cittadini, associazioni ed enti che con la loro attività abbiano lustro alla città. L’attribuzione è stata deliberata dalla giunta comunale.

“Lustro alla città e non solo, in questo caso – ha spiegato il sindaco Leonardo Michelini nel consegnargli la pergamena e poi una statuina raffigurante il leone, simbolo della città – un riconoscimento che è il segno ma anche dell’affetto che nutriamo per lei”.

Nel ringraziare per l’iscrizione all’albo, Del Sette ha ricordato i carabinieri morti nell’esercizio delle loro funzioni e per la Patria. Viterbo ne piange due, Cuzzoli e Cortellessa.

“Caduti nel servizio – ha detto il comandante generale – il prossimo anno saranno quarant’anni dalla strage di via Fani, con l’uccisione di Moro. Abbiamo voluto ricordare i caduti, con un libro edito da Mondadori e che uscirà a gennaio, Carabinieri per la democrazia”.

Un modo per mantenere sempre viva la memoria. “Perché la caratteristica e la virtù dei carabinieri è di non dimenticare mai, per nessuna ragione chi all’Arma e al Paese ha dedicato la propria vita”.

Il riconoscimento, in un sabato pomeriggio fitto d’iniziative. Prima, la deposizione di una corona d’alloro in piazza dei Caduti, quindi la messa in sant’Angelo in Spatha, poi la conferenza sull’impiego dei carabinieri nelle operazioni di pace all’estero. Infine, l’iscrizione. Presente anche il prefetto Nicolò D’Angelo.

Nella sala regia, rappresentanti dei carabinieri, amministratori e politici, da Giuseppe Fioroni ad Alessandro Mazzoli, Enrico Panunzi.

Nato a Graffignano, il comandante generale dei carabinieri ha frequentato la scuola media a Bagnoregio e le superiori a Viterbo, decidendo poi per la carriera militare, iniziata nel 1970. Ha frequentato l’accademia di Modena e la scuola d’applicazione carabinieri di Roma.

Particolarmente lungo il curriculum di Del Sette. Al vertice dei comandi provinciali di Pisa e Torino, è stato capo sezione e capo ufficio delle pubbliche relazioni e capo del reparto presso la regione carabinieri Campania.

È stato comandante della regione carabinieri Toscana a Firenze e capo dell’ufficio legislativo del ministero della Difesa per oltre sette anni, fino ad arrivare al 2013, con la carica di vice comandante generale dell’Arma. È laureato in Giurisprudenza, Scienze Politiche e in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna.


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11 novembre, 2017

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