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Cronaca - Coppia indagata per truffa e sostituzione di persona - Vittime, gli istituti religiosi

Vendevano la rivista dei poliziotti a Viterbo, incastrati da una suora

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Le riviste dell'associazione Poliziotti italiani sequestrate

Le riviste dell’associazione Poliziotti italiani sequestrate

Le riviste dell'associazione Poliziotti italiani sequestrate

Le riviste dell’associazione Poliziotti italiani sequestrate

Viterbo – Li ha incastrati una suora laureata in legge, che ha denunciato le insistenti telefonate ricevute da una donna che si fingeva una funzionaria della polizia. Le chiedeva 90 euro per l’associazione Poliziotti italiani, previo invio di un adesivo e di una rivista.

Una coppia è indagata dalla procura dell’Aquila per truffa e sostituzione di persona. Sono un uomo, G.G.C., e una donna, A.M.L.V., 40enni di Vasto (Chieti) ma originari della Puglia.
La squadra mobile del capoluogo abruzzese ha sequestrato 273 riviste in un’azienda di Vasto che avrebbe venduto riviste dell’associazione Poliziotti italiani in diverse città italiane, tra cui Viterbo. Ma anche Alessandria, Benevento, Cosenza, Perugia e Padova. 14mila euro l’introito della presunta attività illecita, per un invio di 150 copie al mese in tutta Italia, sempre destinate a istituti religiosi.

Oltre alle riviste “Noi cittadini per la sicurezza”, i poliziotti hanno sequestrato anche le riviste “La protezione civile italiana” e “115 – Codice rosso”, che sarebbero state destinate alle ignare vittime di un presunto sistema illecito di riscossione di abbonamenti. Gli indagati, secondo gli inquirenti, ingeneravano nelle vittime la convinzione di interloquire con un funzionario della polizia di stato, intento a promuovere la rivista. In provincia dell’Aquila, gli istituti religiosi finiti nel mirino degli indagati e finora individuati dagli investigatori sono sei.

Le indagini sono partite dalla denuncia di una suora laureata in legge di un istituto religioso di Tagliacozzo (L’Aquila). Dopo aver ricevuto delle telefonate da una donna qualificatasi come funzionaria della polizia, si sarebbe rivolta a un poliziotto genitore di un alunno. L’indagata avrebbe richiesto alla suora un contributo di 90 euro per l’associazione Poliziotti italiani, previo invio di un adesivo e di una rivista dell’associazione. 

Il rappresentante legale dell’associazione sarebbe già intenzionato a costituirsi parte civile in un eventuale processo. Quest’ultimo, fa sapere la questura dell’Aquila, ha asserito che la rivista “Noi cittadini per la sicurezza” viene commercializzata esclusivamente da una ditta di Milano e viene distribuita gratuitamente, senza essere venduta. Sempre la questura del capoluogo abruzzese, evidenzia che l’unica rivista riconducibile alla polizia di stato è invece “Polizia moderna”, per la quale l’abbonamento può essere sottoscritto solamente consultando la sezione abbonamenti del sito internet della polizia di stato.


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13 novembre, 2017

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