Viterbo – Minaccia di morte e riempie di botte i poliziotti, è stato condannato a sei mesi senza la sospensione condizionale della pena, non avendone più in diritto in quanto ne avrebbe già usufruito due volte in passato.
Se l’è comunque cavata con il patteggiamento, che prevede lo sconto di un terzo della pena. E’ il giovane viterbese d’origine peruviana, sorvegliato speciale per via dei precedenti, che lo scorso novembre si è fatto arrestare dai poliziotti della squadra volante, intervenuti verso mezzanotte e mezza della notte tra sabato 18 e domenica 19 in un bar del centro dove era stata segnalata la presenza di un sudamericano che stava disturbando i clienti.
Identificato, è risultato essere un trentenne sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo, tra gli altri, di non uscire da casa dalle 22 alle 7.
L’uomo, alla vista delle forze dell’ordine, avrebbe ingiuriato e minacciato di morte i poliziotti, colpendoli con pugni e calci in tutto il corpo nel tentativo di darsi alla fuga. Immobilizzato, è stato portato in questura, dove avrebbe continuato nell’atteggiamento minaccioso, rivolto anche al personale della squadra mobile.
Lo straniero è stato arrestato per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni aggravate a pubblici ufficiali e violazione degli obblighi della sorveglianza speciale. Messo a disposizione della magistratura, nel rito direttissimo è stato convalidato l’arresto e l’uomo è stato rimesso in libertà.
Ieri è comparso davanti al giudice Giacomo Autizi che, accogliendo la richiesta di patteggiamento a sei mesi, ha sottolineato come il giovane non avesse però più diritto al beneficio della sospensione condizionale della pena.
Si tratta, peraltro, di uno dei tre giovani esagitati che il 7 maggio 2011, per un alcolico negato quando erano già visibilmente alticci, aggredirono la titolare e una dipendente del Due Righe Book Bar di San Pellegrino, sotto processo proprio davanti al giudice Autizi per stalking, lesioni personali, minacce e percosse. Tutti maggiorenni, dopo essersi dati alla fuga all’arrivo delle volanti, vennero arrestati a distanza di sei mesi, il 4 novembre 2011, e rimessi in libertà dopo venti giorni dal tribunale del riesame.
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