Viterbo – Un sequestro preventivo da 75 milioni di euro. È stato eseguito dalla Guardia di finanza, su mandato del gip di Roma dopo la richiesta della Dda, a carico delle aziende della società concessionaria leader del settore delle videolottery riconducibile all’imprenditore Francesco Corallo, il “Re delle slot”.
“Il sequestro, che riguarda sale giochi e sale slot a Viterbo, Roma e Treviso, è finalizzato – spiega Repubblica – al recupero dei presunti profitti illeciti che Corallo avrebbe sottratto al fisco e reimpiegato anche nell’acquisto della casa di Montecarlo da parte di Giancarlo Tulliani”. L’ex vicepresidente della Viterbese, arrestato a Dubai a novembre, è intanto tornato libero.
Le indagini, spiega una nota della Guardia di finanza, avevano condotto all’emissione, il 13 dicembre 2016, di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Corallo, capo promotore di un’associazione a delinquere aggravata dalla transnazionalità, dedita ai reati di peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
E’ stato accertato che la concessionaria accumulava enormi debiti nei confronti dello stato attraverso sistematiche violazioni di norme penali, tributarie, contabili, e omettendo il pagamento dei tributi nel settore del gioco e il pagamento di imposte auto dichiarate. Inoltre metteva in atto, mediante una complessa architettura societaria, una strategia fiscale che rendeva inefficace, in tutto o in parte, la procedura di riscossione coattiva trasferendo ingenti somme di denaro su conti correnti esteri.
La società attuava poi, col tramite del sodalizio criminale, una sistematica strategia di riciclaggio con ripetuti trasferimenti di denaro, operando le movimentazioni all’estero e utilizzando i conti di diverse società del Gruppo Corallo, anche offshore. Per tale scopo, l’associazione si è avvalsa del contributo di altro gruppo organizzato composto da fiduciari di Francesco Corallo che hanno operato principalmente in territori esteri, creando e gestendo una complessa architettura societaria, che nel tempo ha mutato fisionomia, ovvero, ha operato con il solo scopo di veicolare, estero su estero, i proventi illeciti dell’associazione dissimulati attraverso apparenti ragioni economiche, conseguendo, così, un profitto illecito per un ammontare complessivo di oltre 215 milioni di euro.
Intanto Giancarlo Tulliani, vicepresidente della Viterbese fino al 2000 e cognato dell’ex presidente della Camera Gianfranco Fini, è tornato libero dopo il pagamento di una cauzione. Lo scrivono il Giornale e il Tempo. Tulliani, sul quale pendeva un mandato di cattura internazionale per riciclaggio legato all’inchiesta della procura di Roma sulle slot machines, era stato arrestato a inizio novembre a Dubai.
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