Celleno – Riceviamo e pubblichiamo – Celleno piange oggi la scomparsa Enrico Castellani, uno dei più grandi artisti italiani del Novecento,
protagonista e animatore del mondo dell’arte dagli anni Sessanta, insieme a Lucio Fontana e al coetaneo Piero Manzoni.
“Noi di Celleno – dichiara il sindaco del piccolo centro della Teverina Marco Bianchi – rendiamo omaggio al nostro maestro, che ha saputo amare questo territorio prima di noi, quando venne negli anni Settanta ad acquistare, recuperare e abitare il Castello Orsini nel vecchio borgo abbandonato. E ci piace pensare che l’opera di Castellani abbia trovato ispirazione proprio nei nostri straordinari paessaggi”.
Tutta la scena internazionale oggi piange la scomparsa di questa personalità, che nella sua ricerca formale e interiore ha abbandonato pennello e colore o gli strumenti accademici e tradizionali per dedicarsi all’esplorazione della capacità di modellazione della tela, per sensibilizzare la superficie, sempre monocroma e generalmente bianca, e renderla percettibile attraverso chiodi (lui le chiamava “punte”) posizionati sopra e sotto la tela stessa nel modo più semplice, geometrico, impersonale possibile, senza modellare la superficie, ma fornendole solo dei punti di tensione. Così la tela si flette e si plasma sotto le leggi della fisica.
Quando una superficie viene anche suddivisa da una sola linea si creano dei rapporti conflittuali che danno sempre adito a una interpretazione; Castellani, in una vecchia e rara intervista per la Rai, invece sosteneva che la sua arte “fosse indiscutibile, qualcosa che è e basta”, concludendo profeticamente che “La storia dell’arte è anche ciò che facciamo noi, cioè noi siamo la storia”.
Comune di Celleno
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