Roma – La Camera approva all’unanimità la risoluzione sul caso Moro.
Ieri mattina la Camera dei deputati, dopo aver esaminato la relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro, presieduta da Giuseppe Fioroni, approvata lo scorso 6 dicembre, ha votato all’unanimità la risoluzione: 406 voti favorevoli e un astenuto.
Commenta soddisfatto Giuseppe Fioroni: “Credo che – dice Fioroni – il voto all’unanimità della Camera dei deputati sull’ultima relazione della commissione d’inchiesta sull’omicidio dell’onorevole Moro e degli uomini della sua scorta, consegna al paese una pagina di buona politica. Soltanto cinque o dieci anni non era possibile pensarlo.
Questo risultato è il riconoscimento per il lavoro serio e senza pregiudizi portato avanti da una commissione bicamerale che, a costo zero, ha lavorato incessantemente. E se questo lavoro è stato possibile, oltre all’opera gratuita di tanti magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine e agenzie di sicurezza, un ringraziamento particolare, non per appartenenza politica, ma perché oggettivamente riconosciuto da tutti, lo si deve al presidente Renzi per la direttiva del 2014 che ha concesso la desecretazione di una serie infinita di atti e che, come ha detto ieri il Parlamento all’unanimità, ne restano alcuni per cui deve essere favorita l’ulteriore desecretazione, pur non essendo solo nella disponibilità del governo italiano.
Questo è un contributo utile, molti hanno detto a cosa servisse parlare di una cosa di 40 anni fa. Serve perché se quel rapimento prima e quell’omicidio poi non ci fossero stati, l’Italia avrebbe imboccato una strada di rinnovamento e rigenerazione della politica e di rafforzamento e irrobustimento della propria democrazia, che non ci porterebbe oggi a questo lunghissimo periodo di transizione e di crisi che stiamo vivendo”.
In conclusione: “Chi ha rapito e ucciso Moro – aggiunge Fioroni – ha distrutto l’architrave della nuova democrazia. Con la morte di Moro finisce la repubblica costituente e viene meno il nuovo progetto che aveva ideato per una democrazia integrale e matura. Da allora si è andati avanti in un lungo periodo di transizione perché è stato rimosso il cardine, provocando un gravissimo terremoto dove in molti hanno pensato di saltare dalla finestra per salvarsi, ma nessuno ha più saputo costruire un’alternativa di sistema democratico di qualità”.
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