Viterbo – “Meno liste d’attesa e più innovazione tecnologica. Non è utopia. Sono i risultati, tangibili, che stiamo ottenendo investendo in qualità”.
La direttrice Daniela Donetti traccia un bilancio degli obiettivi raggiunti nel 2017 dalla Asl di Viterbo. Traguardi che però vanno inseriti in un percorso molto più lungo di 365 giorni. “Stiamo procedendo passo dopo passo sul percorso tracciato nel 2015 – spiega – e che si concluderà nel 2020. Nel mezzo ci sono tanti progetti, piccoli e grandi, che sono già a regime o lo saranno a brevissimo”.
Tutto parte da un concetto ben preciso: riorganizzare risorse e personale investendo sulla qualità.
“La vera vittoria è che abbiamo fatto sistema – sottolinea Daniela Donetti -. Siamo riusciti a riorganizzare i dipartimenti e a coordinarli tutti insieme in modo che comunichino. Questo ci permette di condividere le criticità, quando ce ne sono, e affrontarle insieme, in maniera più sistemica e ragionata”.
Un lavoro di squadra dunque. E proprio per questo in conferenza stampa la Donetti ci porta tutti i direttori dei dipartimenti: Giovanni Chiatti (Prevenzione), Giuseppe Cimarello (Cure primarie), Roberto Riccardi (Professioni sanitarie), Luciano Pompei (Oncoematologico), Alberico Paoletti (Emergenza e accettazione), Roberto Faggiani (Medicina), Antonio Rizzotto (Chirurgico), Franco Bifulco (Coordinamento distretti sanitari).
Tante le novità che arriveranno nel 2018: il nuovo blocco operatorio, la cartella clinica informatizzata, l’istituzione dei profili di salute che permetteranno una migliore assistenza sanitaria domiciliare.
E, più avanti, anche il completamento del terzo blocco di Belcolle. Traguardo, quest’ultimo, che porterà però qualche disagio. “Per l’apertura del cantiere – dice la Donetti – dovremo nostro malgrado togliere un centinaio di posti auto per circa un anno. Capiamo che sarà un problema, ma non si può fare altrimenti. A breve incontrerò l’assessore comunale Alvaro Ricci per capire se sarà almeno possibile potenziare il servizio di navetta da e per l’ospedale”.
Tra gli obiettivi già centrati, almeno parzialmente, c’è l’abbattimento delle liste d’attesa. Una delle croci più pesanti per i pazienti della Tuscia.
A spiegare come è Antonio Rizzotto, direttore del dipartimento chirurgico. “Abbiamo messo in rete tutti gli ospedali della provincia e le varie unità operative degli ospedali stessi – dice Rizzotto -. Belcolle, ad esempio, è l’hub della chirurgia oncologica quindi i malati vengono operati a Viterbo, ma c’è una solida équipe itinerante che segue i casi uno per uno: un medico di Civita Castellana viene ad operare il suo paziente qui e poi continua a seguirlo successivamente di nuovo a Civita”.
Ma c’è di più. “Prima le liste di attesa non comunicavano tra loro – prosegue -. Ogni area aveva la sua. Ora, invece, le abbiamo inserite in un sistema parallelo in cui si valuta anche la criticità dell’intervento. Un tumore, adesso, si opera entro 30 giorni massimo e non più dopo due o tre mesi”.
Novità che stanno riducendo il numero di chi andava a farsi curare altrove. “La mobilità passiva è calata del 7% – commenta Daniela Donetti -. E’ un segnale che stiamo invertendo la rotta”.
Quanto al blocco operatorio, sarà pronto, come da programma entro marzo. “Mancano solo i dettagli – chiarisce il dottor Alberico Paoletti -: un montalettighe, gli spogliatoi, le zone filtro. I macchinari, invece, sono già stati acquistati e arriveranno presto. Sarà un reparto all’avanguardia e ben organizzato. Avremo anche una recovery room che potrà accogliere fino a dieci pazienti. Si tratta di una stanza in cui chi ha subito un intervento staziona per alcune ore, per ricevere l’assistenza necessaria alla stabilizzazione dei parametri vitali e la gestione del dolore. Sarà inizialmente aperta dalle 8 alle 20 ma puntiamo a renderla attiva h24. E’ una sorta di terapia intensiva post operatoria: un’eccellenza”.
Poi sono state create le reti oncologiche: gruppi di lavoro e di approfondimento per seguire il decorso della malattia di ogni paziente.
“Oltre a quelle che possiamo definire ‘ufficiali’ perché volute dalla regione – spiega il dottor Luciano Pompei – ovvero polmone, mammella e colon retto, noi di nostra iniziativa ne abbiamo aggiunte molte altre. Chirurgi, radiologi e tutti gli specialisti che intervengono nel percorso di cura si riuniscono tutte le settimane per fare il punto sui vari casi. Seguire i pazienti così significa allungare di molto la loro qualità della vita ad esempio accorgendosi per tempo delle eventuali recidive”.
Tutti progetti e iniziative che sono costate alla Asl, tra il 2016 e il 2018, circa 20 milioni di euro. “I soldi sono stati spesi quasi tutti per Belcolle – conclude la Donetti – ma anche per Civita Castellana dove è stata rinnovata la morgue e la tac, per Bagnoregio e Ronciglione dove sono nate le case della salute. Soldi già investiti e messi a frutto. A questi vanno aggiunti molti altri che non voglio elencare per non fare proclami prima del tempo. Annuncio soltanto che a breve arriveranno, tra le altre cose, un acceleratore lineare (strumento innovativo per operare i tumori cerebrali), una nuova Pet e un nuovo percorso nascita”.
Francesca Buzzi
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