Roma – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sciolto le Camere, mettendo fine alla 17esima legislatura. Gli italiani andranno al voto fra poco più di sessanta giorni, il 4 marzo.
Per Paolo Gentiloni quella di oggi è stata una lunga e intensa giornata. Il primo ministro è salito al Quirinale alle 15 per incontrare Mattarella. Al Colle è poi andato il presidente del senato Pietro Grasso e dopo di lui, come prassi vuole quando si avvia la procedura di scioglimento delle Camere, è stato il turno della presidente Laura Boldrini. Al termine di questi passaggi istituzionali il capo della stato ha firmato il decreto di scioglimento del parlamento, che subito dopo è stato controfirmato dal premier uscente.
Nel tardo pomeriggio c’è stato un altro passaggio chiave. Un consiglio dei ministri lampo ha deliberato la data delle prossime elezioni politiche: il 4 marzo. Ha poi stabilito che la prima riunione del nuovo parlamento sarà il 23 marzo.
In mattinata Gentiloni aveva tracciato davanti ai giornalisti il bilancio dei suoi dodici mesi a palazzo Chigi. “Abbiamo dimostrato che c’è una sinistra di governo al servizio del paese”, ha detto prima di annunciare che farà “campagna elettorale per il Pd, forza tranquilla, e il mio governo non tirerà i remi in barca fino alla fine”. Ha poi sottolineato che “la legislatura è stata fruttuosa” e che “l’Italia si è rimessa in moto dopo la più grave crisi del dopoguerra”. E sullo Ius soli ha ribadito che “non c’era incertezza sui contenuti, ma sui numeri”. Poi una sferzata sulla commissione banche. “Ho registrato con sollievo la fine delle audizioni, non credo siano state utilissime. Ho insistito io perché Boschi restasse nel governo”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY