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Viterbo - Il ministro al Lavoro Poletti in visita a Grotte Santo Stefano

“Sono venuto a vedere un pezzo d’Italia”

di Giuseppe Ferlicca
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Il ministro Poletti a Grotte Santo Stefano

Il ministro Poletti a Grotte Santo Stefano

Giuliano Poletti

Giuliano Poletti

Il ministro Poletti a Grotte Santo Stefano

Il ministro Poletti a Grotte Santo Stefano

Andrea Egidi e Giuliano Poletti

Andrea Egidi e Giuliano Poletti

Augusta Boco e Marco Volpi

Augusta Boco e Marco Volpi

Giuliano Poletti e Luisa Ciambella

Giuliano Poletti e Luisa Ciambella

Marco Volpi, Giuliano Poletti e Luisa Ciambella

Marco Volpi, Giuliano Poletti e Luisa Ciambella

Giuliano Poletti, Luisa Ciambella, Martina Michella

Giuliano Poletti, Luisa Ciambella, Martina Michella

Andrea Egidi, Giuliano Poletti e Luisa Ciambella

Andrea Egidi, Giuliano Poletti e Luisa Ciambella

Sonia Perà e Paolo Aleandri

Sonia Perà e Paolo Aleandri

Viterbo – Un ministro a Grotte Santo Stefano. Non a Viterbo ma proprio nella frazione. Non capita spesso. E ancora meno spesso capita che un ospite di riguardo arrivi non solo puntuale, ma in anticipo. È successo questo pomeriggio con Giuliano Poletti.

– Fotocronaca: Giuliano Poletti a Grotte Santo Stefano 

“Per essere puntuali – dice il ministro alle Politiche sociali e del Lavoro – bisogna partire in anticipo, andare piano e godersi il panorama”. E arrivando prima, c’è tempo per fare quattro chiacchiere. Non necessariamente di politica.

A Grotte arriva poco dopo le 17, appuntamento fissato alle 17,15. L’ex comune ricorda a Poletti la sua infanzia: “Vengo da un paesino, in famiglia eravamo in 16”. Arrivato qui non per caso.

“Sono venuto per un mio amico – spiega Poletti – che mi ha invitato, maresciallo dei carabinieri nella mia città. Mi sono detto, andiamo a vedere un altro pezzo d’Italia. Se non c’è mai stato un ministro, dico, bene. Meglio andare dove non c’è stato nessuno, si scoprono cose nuove”.

Prima di sedersi al tavolo, con il responsabile del Pd grottano Bruno Di Rita, il segretario provinciale Andrea Egidi e la vice sindaca Luisa Ciambella, c’è spazio per salutare, strette di mano con i cittadini arrivati all’ex circoscrizione a conoscere il ministro. Arriva pure Martina Minchella, dell’unione comunale.

In sala, assessori e consiglieri comunali.

S’inizia. Tema, l’impegno del governo verso i giovani nella Finanziaria. “Siamo in una situazione – osserva Poletti – con grandi difficoltà, ma pure grandi opportunità. Se leggi solo metà della realtà ti fissi soltanto sui problemi. Noi abbiamo beccato due crisi, non una. Nella boxe, chi conosce questo sport lo sa bene, il secondo pugno che ti becchi fa molto più male.

L’Italia ha preso due cazzotti, quello della crisi americana dei sub prime e poi è arrivata la crisi del debito, avendo noi un grande debito pubblico”. Posti di lavoro persi e aziende chiuse.

“Oggi abbiamo bisogno d’espandere il nostro sistema economico con investimenti pubblici e privati – continua Poletti – ed è quello che abbiamo fatto, rimettendo in moto gli enti locali, a cominciare dai comuni”.

L’attenzione verso i giovani, invece: “Ci siamo concentrati su formazione, scuola e conoscenza. Conoscenza è studiare, ma studiare non è abbastanza. Bisogna sapere, ma pure saper fare. Le nozioni apprese le devi applicare alla realtà.

Abbiamo ridotto il costo del lavoro per chi assume giovani. Quest’anno fino 35 anni e dal prossimo fino a 29 per tre anni l’impresa verserà la metà dei contributi, il resto spetta allo Stato. Favorendo le aziende, i risultati siamo certi che arriveranno, così come per gli incentivi destinati a chi intende aprire un’impresa propria”.

A fare gli onori di casa, Bruno Di Rita. Andrea Egidi è proiettato alle prossime Politiche. “La campagna elettorale sarà dura – osserva Egidi – ma non è scontato che il Partito democratico perda le elezioni, anzi. Abbiamo l’ambizione di continuare a governare il Paese”.

Mentre Ciambella a proposito di precarietà, ricorda al ministro quanto Fioroni l’altro giorno ha raccontato alla vice ministra Bellanova. “A Viterbo, il segretario della Cisl ha raccolto la denuncia di una serie di persone – ricorda Ciambella – che ritengono di lavorare in condizioni non troppo garantiste e l’articolo 18 non c’entra.

L’ispettorato del lavoro ha risposto che a loro non risultava e quasi quasi il sindacato si poteva risparmiare l’uscita.
Ma il sindacato ha raccolto segnalazioni facendo il suo mestiere. Vista la possibilità che ho stasera, volevo sottoporle anche questo per fare le verifiche del caso, se necessarie”.

Un’ora a Grotte Santo Stefano ed è già tempo di partire. Per arrivare puntuale al prossimo appuntamento, probabilmente.

Giuseppe Ferlicca


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13 dicembre, 2017

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