Viterbo – Efficienza energetica, tecnologia e arte sono vissute spesso dai cittadini come attività lontane e spesso incomprensibili.
La ragione forse sta nel linguaggio ed è per questo che l’Enea ha coinvolto in questo appuntamento chi fa della cura delle parole la propria professione.
Il talk, nel corso di 10 tappe, rappresenta un itinerario artistico dal nord al sud dell’Italia per mettere in luce l’energia produttiva del sapere.
L’uso efficiente dell’energia in un’industria, un ufficio o una casa non dipende solamente dalla sostituzione o dall’acquisto di nuove tecnologie più performanti, ma anche dall’approccio delle persone che vivono e operano in tali contesti.
Il primo passo da compiere verso un comportamento più sostenibile e consapevole del proprio impatto energetico è quello di far conoscere alla singola persona quanto impattano le sue scelte, e come i suoi comportamenti possono contribuire ad un presente ed un futuro davvero sostenibile.
Il ruolo della cultura e dell’arte in questa azione di sensibilizzazione diventa fondamentale, soprattutto in un paese come l’Italia dove i beni culturali rappresentano la maggior ricchezza ed energia vitale dei territori.
Il percorso storico e artistico di questa quinta tappa nella città di Viterbo si snoda attraverso piazza del Plebiscito con il suo palazzo dei Priori, piazza del Gesù dove sorge la chiesa San Silvestro, piazza San Lorenzo con il celeberrimo palazzo dei Papi e il duomo e nel cuore dei quartieri medievali di San Pellegrino e Pianoscarano. Da piazza della Morte, infine, si parte per un suggestivo percorso della città sotterranea, in un viaggio nella storia lungo oltre 2500 anni.
La città sotterranea è composta da un reticolo di gallerie che si estendono sotto il centro storico e conducono fin oltre la cinta muraria. Il percorso è completamente scavato nel tufo, e lo scavo iniziale potrebbe risalire addirittura agli Etruschi che lo utilizzavano come sistema idraulico. Durante il periodo medioevale i tunnel sotterranei diventarono un autentico labirinto fatto di passaggi segreti che servivano a mettere in comunicazione le strutture nevralgiche e strategiche di Viterbo, assicurando la via di fuga ai viterbesi in caso di pericolo o di assedio. Nel corso della seconda guerra mondiale furono usati come rifugi antiaerei durante i bombardamenti.
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