Viterbo – Un Natale di speranza. Così lo vede la maggior parte dei viterbesi che hanno risposto all’indagine annuale commissionata da Confesercenti per comprendere quanto sia festoso il periodo per definizione più bello dell’anno. Più bello o quasi.
Domina la speranza (49%), ma subito dopo c’è chi lo ritiene difficile (26%), austero (21%), quindi di svolta (15%). Mentre è una minoranza chi lo reputa di rilancio. Le risposte date sono multiple.
“Un’indagine in questo caso – precisa il presidente Confesercenti Vincenzo Peparello – effettuata nel periodo di ottobre, quando si registrava un calo degli acquisti”.
Rispetto al 2016, la situazione non cambia. Uguale è risposta più diffusa, seguita da peggiore, che eguaglia chi lo vede migliore.
“La situazione – spiega Peparello – è migliorata rispetto agli altri anni, ma se aumentano i consumi e come sta avvenendo, crescono i costi per le materie prime e la tassazione, i fatturati si riducono”.
In Italia e la Tuscia non sembra fare eccezioni, per le feste cresce il budget per il cibo da destinare alla tavola di vigilia e pranzo di Natale. Si arriverà nel Paese a 2,8 miliardi di euro (+3,7%).
“Ma sul food – fa notare Peparello – si va sempre di più su marchi stranieri a discapito delle nostre imprese che puntano alla qualità”. Il segnale positivo c’è, ma siamo lontani dal cantare vitoria. “Ci mancherebbe – osserva Peparello – che non fosse positivo l’andamento dei consumi in questo periodo dell’anno.
I segnali di ripresa ci sono pure in provincia di Viterbo, seppure meno rispetto ad altre aree. La volata la fa segnare il turismo. Cresce del 7% chi si regalerà una vacanza, magari spendendo parte della tredicesima per questo.
Anche se la mensilità aggiuntiva ancora continua ad andare molto al pagamento di bollette magari arretrate o la rata del mutuo”.
I regali si acquistano in larga parte nelle grandi strutture (35%) dato in calo di due punti, seguiti dall’online (34%) in crescita di 5 punti percentuali. Quindi in piccoli negozi (18%), i mercatini (10%), mentre l’1% degli intervistati non farà doni.
Enogastronomia è il settore più ampio verso cui si orientano i doni (81%) e a quasi pari merito seguono abbigliamento (57%) e libri (56%), poi giocattoli (50%). Quindi profumi e cosmetici (41%) e prodotti tecnologici (36%). Il dato deriva da risposte multiple da parte degli intervistati.
“C’è un’impennata – osserva Peparello – dei consumi culturali, con un +5%. Si tratta in gran parte di libri, così come l’hi tech, con lo stesso segno positivo”.
A Natale, l’86% cucinerà un piatto tradizionale. Su tutti vince la pasta con le noci, mentre il cibo più acquistato è il pesce. Ma a proposito di food, secondo Peparello occorre più attenzione verso il Made in Italy.
“Non tutelato – spiega il presidente Confesercenti – quando nelle grandi strutture assistiamo a vendite sottocosto nel periodo pre natalizio. Panettoni di marca, ad esempio, a nemmeno due euro, mentre quelli artigianali magari costano 12 euro”.
Tra Natale e Capodanno, il 75% farà un viaggio, la gran parte concentrata nel periodo di fine anno, quindi tutti rispettosi della tradizione del Natale con i tuoi. E la notte di San Silvestro si passa soprattutto tra amici.
Giuseppe Ferlicca
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