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Tribunale - Davanti al gip il sessantenne colpito venerdì da divieto di avvicinamento - Sarebbe uno stalker plurirecidivo

Allontanato dalla ex, è la terza donna che lo denuncia per stalking

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Viterbo – Non c’é due senza tre, denunciato per stalking da due ex, è stato querelato per atti persecutori anche dalla terza. 

E’ il piccolo imprenditore sessantenne dell’Alta Tuscia raggiunto venerdì pomeriggio dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla sua terza ex, notificato all’indagato dalla squadra mobile della questura.

La scorsa estate era stato raggiunto da un ammonimento del questore in seguito alla denuncia per stalking della donna. 

L’uomo, non pago, negli ultimi mesi avrebbe continuato a molestare e minacciare la vittima, inseguendola fino a dentro il pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle.

Un soggetto facile agli scatti d’ira, secondo la parte offesa, tanto che dal 2008 ad oggi è stato denunciato per stalking anche da altre due donne. 

Ieri è comparso davanti al giudice gip Savina Poli per l’interrogatorio di garanzia. Davanti al giudice avrebbe ammesso di avere cercato insistentemente la ex fino a pochi giorni fa, ma avrebbe anche detto di avere subito un “trauma” al momento della separazione, per superare il quale avrebbe anche chiesto aiuto al centro di igiene mentale della Asl. 

Vittima un’infermiera, cui avrebbe fatto una scenata perfino nel reparto dell’ospedale dove la donna presta servizio, urlandole davanti a colleghi e pazienti “sei una pazza”, dopo avere tentato inutilmente di consegnarle un mazzo di rose. 

Il vaso già colmo sarebbe traboccato nelle ultime settimane. All’inizio di gennaio il sessantenne avrebbe devastato con un punteruolo la macchina della vittima, parcheggiata sotto casa del nuovo compagno. Una decina di giorni fa, invece, l’avrebbe inseguita in auto, affiancandola al semaforo, spingendola a sporgere un’ulteriore querela nei suoi confronti. 

Mesi d’inferno. Dopo due anni, la relazione sentimentale si sarebbe interrotta all’inizio della scorsa estate per volere della donna, che i primi di agosto si era già rivolta ai carabinieri, ottenendo un ammonimento da parte del questore. Ma non sarebbe bastato. 

Troppo, anche per via dei precedenti con le altre due ex. Tra le motivazioni dell’allontanamento, non a caso, figura il rischio di recidiva. Il divieto è assoluto, anche qualora dovesse recarsi per ragioni di salute nell’ospedale dove lavora la ex, deve comunque mantenere una distanza non inferiore ai 200 metri. La vittima, inoltre, “ha facoltà di chiedere l’emissione di un ordine di protezione europeo”. 


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30 gennaio, 2018

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