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Genio e sregolatezza - Prossimi alla prescrizione, sono il filone "Pista rossa" e "Umbria" della maxinchiesta

Appalti truccati, al via due nuovi processi per 13 imputati

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Genio e sregolatezza, la perquisizione dei forestali al Genio civile di Viterbo

Genio e sregolatezza, la perquisizione dei forestali al genio civile di Viterbo

Viterbo – (sil.co.) – Genio e sregolatezza, al via martedì davanti al collegio due nuovi distinti processi per tredici degli indagati della maxioperazione contro un presunto giro di appalti truccati sfociata in dodici arresti e una sessantina di indagati a piede libero nell’autunno 2012.

Il filone “Umbria”

Il primo processo, a sei imputati, scaturisce dal filone “Umbria” della maxinchiesta, che ha portato gli investigatori fino alla provincia di Terni.

Parte civile il Comune di Tarquinia, mentre partecipano solo come parti offese le pubbliche amministrazioni di Soriano nel Cimino, Lubriano, Guardea e Alviano. 

Alla sbarra, ancora una volta, i funzionari del genio civile Roberto Lanzi e Gabriela Annesi e gli imprenditori Giuliano Bilancini, Angelo Anselmi, Fabrizio Giraldo e Luca Amedeo Girotti. 

Cinque le gare finite nel mirino della procura: l’appalto per la ristrutturazione dell’ex chiesa di San Marco a Tarquinia e quattro gare per la manutenzione delle strade comunali, una ciascuno, nei comuni del Viterbese e del Ternano. 

Un processo a un passo dalla prescrizione, prevista nel 2018, considerando che i fatti risalgono a oltre sette anni fa.

I tempi si sono allungati dopo lo stralcio di alcuni capi d’imputazione dal processo principale, che vede ancora in attesa di giudizio otto imputati. 

Per questi fatti, sui quali gli indagati non furono mai interrogati, il collegio nel gennaio 2014 ha dichiarato nullo il decreto di giudizio immediato, che invece ha fatto scattare il filone portante del processo. 

Le gare rimanenti hanno così fatto un passo indietro e sono tornate in procura. I pm Tucci e D’Arma hanno formato un fascicolo a parte per un processo a parte, con nuove accuse, niente giudizio immediato e il passaggio dall’udienza preliminare.

Udienza rinviata  al 6 giugno.


Il filone “Pista rossa”

L’altro processo al via martedì davanti al collegio è quello, coi minuti contati, ai sette indagati del cosiddetto filone “Pista rossa”.

Al centro i presunti appalti truccati per i lavori di ristrutturazione della scuola della Quercia e per la pista rossa pedonale di strada Bagni.

Sette gli imputati tra professionisti, ex amministratori ed ex funzionari del comune di Viterbo: Fabrizio Purchiaroni, ex assessore allo sport e alla cultura; Massimo Scapigliati, ex funzionario all’ufficio cave e torbiere e il suo collega di studio, l’architetto Gianni Cardarelli. E poi Ferdinando Contessa, anche lui ex funzionario comunale, l’altro architetto Marco Ricci, l’ingegnere Massimo Aquilanie l’imprenditore Stefano Nicolai. 

Parte civile, per quello che può servire, il Comune di Viterbo.

Martedì l’udienza, che secondo le difese avrebbe dovuto già sancire la prescrizione, è saltata per un difetto di notifica. La maxindagine è infatti datata 2012, anno del doppio blitz del Nipaf della Forestale che travolse l’imprenditoria viterbese.

Non solo appalti. Le indagini della forestale sono andate avanti, scoprendo anche presunti affidamenti di incarichi a professionisti predestinati. 

Nel filone d’inchiesta c’è anche la presunta promessa di una tangente da 3mila euro in cambio del nulla osta della Soprintendenza per la ristrutturazione di un antico palazzo coperto da vincolo in via delle Conce, nel cuore del centro storico. Per questo la procura ipotizza anche la concussione dell’ex funzionario Scapigliati (che nell’ottica accusatoria sarebbe stato il tramite dei funzionari romani) a danno dell’ex assessore comunale Purchiaroni.

Il fascicolo, oltre a un capitolo di “Genio e sregolatezza”, diventa così anche una costola dell’operazione Dazio, sempre del Nipaf, sulle tangenti in cambio di autorizzazioni dalla Sovrintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Roma, Rieti e Viterbo.

L’udienza è stata rinviata al 2 maggio. Finirà senza colpevoli o innocenti. 


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18 gennaio, 2018

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