Viterbo – Arsenico e floruri, croce e poco delizia dei sindaci della Tuscia.
Da anni la Asl di Viterbo monitorizza la presenza di queste sostanze nelle acque del territorio della Tuscia. In base alla normativa i valori di arsenico non devono essere superiori a 10 microgrammi per litro e quelli dei floruri 1,5 milligrammi per litro. Pena la non potabilità dell’acqua.
Secondo i campionamenti eseguiti dai tecnici a gennaio 2018 sono dieci i comuni che hanno alcuni valori oltre i limiti consentiti. Si tratta di Bagnoregio, Civitella d’Agliano, Fabrica di Roma. Farnese, Lubriano, Monteromano, Nepi, Ronciglione, Tarquinia e Villa san Giovanni in Tuscia.
Nel dettaglio a Bagnoregio, nelle rete idrica Capraccio (campo sportivo) il valore di arsenico è pari a 15 e quello dei floruri a 2,24. A Civitella d’Agliano, nella rete idrica del centro sorgente Capita, l’arsenico è a 12. A Fabrica di roma, prelievo eseguito a piazza Garibaldi, arsenico tocca i 13 microgrammi per litro. A Farnese arriva a 24 e i floruri 2,38. A Lubriano a arsenico a 13 e a Monteromano a 13,5. Nella rete idrica Concio a Nepi l’arsenico è a 20 e i floruri a 2,75. A Ronciglione si sfora di poco il limite dell’arsenico (11,5) nella rete di Fogliano. A Pantano (Tarquinia) arsenico a 11 e a Villa San Giovanni 15,5.
Piccolissimo sforamento del valore dei floruri anche a Civita Castellana, dove nel serbatoio Faleri si arriva a 1,54, il limiti è di 1,5 milligrammi per litro.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY