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Tribunale - Montefiascone - Il giudice Silvia Mattei spiega perché ha condannato a un anno di reclusione e 5mila euro di provvisionale Evandro Ceccarelli che avrebbe diffamato l'ex sindaco Andrea Danti

“Articolo in prima pagina, il direttore ne è responsabile”

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Evandro Ceccarelli

Evandro Ceccarelli

Andrea Danti

Andrea Danti

Montefiascone – “Un articolo di un’indubbia valenza diffamatoria”. Il giudice Silvia Mattei definisce così il pezzo giornalistico per il quale Evandro Ceccarelli, direttore responsabile del ‘Nuovo corriere viterbese’, quotidiano oggi chiuso, è stato condannato a un anno di reclusione e 5mila euro di provvisionale in favore di Andrea Danti, avvocato e sindaco di Montefiascone dal 2009 al 2010, costituito parte civile nel processo.

Ceccarelli, come si legge nel capo di imputazione, era accusato di “diffamazione per aver offeso la reputazione di Andrea Danti”. Stando sempre al capo di imputazione, avrebbe pubblicato il 28 giugno 2011 “un articolo in cui, contrariamente al vero, scriveva: ‘Nel 2009 il rampante avvocato, fresco di nomina e fascia tricolore, decise di raddoppiare tutte le indennità, percependo e facendo percepire ai suoi colleghi esattamente il doppio di quanto ricevevano (e costavano al comune) quelli della giunta guidata da Fernando Fumagalli (predecessore di Danti, ndr)’. Con l’aggravante – prosegue il capo di imputazione – di aver attribuito un fatto determinato”.

Un articolo che ha “avuto ricadute politiche su Danti – scrive il giudice Mattei nelle motivazioni della sentenza -, avendo avuto la necessità di giustificarsi e di smentire la notizia documentalmente anche davanti al presidente della provincia (nel 2011 Danti era assessore provinciale, ndr) e che, a causa della situazione sgradevole creatasi, aveva evitato di partecipare a incontri e dibattiti pubblici”.

Un articolo “non firmato – prosegue il giudice -, sicché non è dato identificarne l’autore. Per tale motivo, correttamente, il pm ha contestato il reato al direttore responsabile Ceccarelli non per omesso controllo, bensì per responsabilità personale e diretta. Deve ritenersi del tutto evidente l’adesione totale del direttore responsabile al contenuto dell’articolo sulla base della collocazione dello stesso in prima pagina, come articolo di apertura del quotidiano e sulla base della successiva, ulteriore, più ampia, ma non per questo meno erronea, trattazione nella pagina dedicata alla cronaca locale del comune di Montefiascone dove il sottotitolo recita chiaramente e inequivocabilmente ‘Sarà abolito il sistema dei compensi d’oro voluto dall’amministrazione Danti”.

L’articolista “dopo aver ribadito che la giunta Danti aveva raddoppiato il proprio compenso, sottolineava – spiega il giudice nelle motivazioni -, per contrapposizione, che la nuova giunta (Cimarello, ndr) aveva ridotto i compensi ‘dando un concreto esempio di economicità, in un momento particolarmente critico per il comune, iniziando direttamente dalle proprie tasche'”.

Sempre nelle motivazioni, il giudice scrive che “l’evidenza tipografica accordata all’articolo, valutata unitamente al contesta di contesa politica nel quale la vicenda era maturata, che aveva visto come tema di contesa elettorale anche la tematica dei compensi agli amministratori, conferma senza tema di smentita che il quotidiano, e per esso il suo direttore responsabile, aveva aderito in toto al contenuto dell’articolo stante l’evidente sostegno politico alla nuova giunta (Cimarello, ndr)”.

Il magistrato Mattei “ritiene che il contenuto dell’articolo abbia un’indubbia valenza diffamatoria. La diffamazione consiste – si legge nelle motivazioni – nel sostenere che la giunta precedente (Danti, ndr) avesse raddoppiato i propri compensi. La netta contrapposizione tra la falsa informazione e la decisione assunta dalla nuova giunta (Cimarello, ndr), colorava negativamente la persona dell’ex sindaco Danti sottintendendo un interesse economico, anziché ideologico, alla carica, in tal modo procurando un evidente danno alla sua immagine politica specie in un periodo storico nel quale la critica passa in primis attraverso la contestazione del ritenuto privilegio economico dei protagonisti della politica”.

Per questi motivi il giudice Silvia Mattei ha condannato “Evandro Ceccarelli alla pena di un anno di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali. Al risarcimento del danno in favore della parte civile Andrea Danti da liquidare in giudizio civile, riconoscendo una provvisionale di 5mila euro. Lo condanna altresì alla refusione delle spese di costituzione e difesa della parte civile, che liquida in mille e 300 euro”.

L’avvocato difensore di Ceccarelli, Enrico Valentini, ha presentato appello a seguito della condanna in primo grado.


– Diffamazione all’ex sindaco Danti, Ceccarelli condannato


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24 gennaio, 2018

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