Viterbo – I colori del cielo sui tetti di Viterbo. Inaugurato ufficialmente il primo Napoli club della città dei Papi. Ieri sera, nei locali messi a disposizione dal centro edilizia Mimosa al chilometro 88 della cassia nord, direzione Montefiascone.
Multimedia: L’inaugurazione del Napoli club Viterbo – Video
Ospite d’onore, Antonella Leardi, la mamma di Ciro Esposito, tifoso della squadra partenopea morto al Policlinico Gemelli dopo 53 giorni di agonia, a seguito delle ferite riportate il 3 maggio 2014 prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina.
Daniele De Santis, l’ultras colpevole della morte di Ciro Esposito, in primo grado era stato condannato a 26 anni. Pena ridotta a 16 nel processo d’appello. La famiglia Esposito ha fatto ricorso in Cassazione.
“Ciro vive”. Si legge dappertutto. Sulle bandiere e le sciarpe. Negli occhi di chi ha preso parte all’inaugurazione.
“Essere qui questa sera – ha detto Leardi – è bello, perché significa portare avanti la passione per il calcio e il Napoli che aveva mio figlio”.
Sulla riduzione sulla riduzione della pena in appello ha poi aggiunto: “Ingiustizia è stata fatta. Ciro non avrà mai giustizia. Una giustizia che non serviva a riportare mio figlio indietro, perché nessuno me lo potrà mai ridare. Ma una condanna più severa sarebbe servita per monito”.
Il club viene costituito nel 2013, ma in tutti questi anni è riuscito ad andare a vanti grazie alla disponibilità di alcuni ristoranti e pizzerie di Viterbo. “Questa è la nostra prima sede ufficiale – ha spiegato il presidente del Napoli Club Pasquale Di Pierno -. Tutto nasce durante una partita al San Paolo contro il Chelsea. È lì che è venuta fuori l’idea di dar vita a un club anche a Viterbo”.
Di Pierno nella vita fa il cameriere. “Lavoro tutti i giorni – ha aggiunto – tranne il giovedì, giornata dedicata alla mia passione per il calcio e soprattutto il Napoli”.
Un club che non vive di solo calcio, ma anche di solidarietà. “Oltre a essere presidente del club sono anche socio dell’associazione assistenza bambino in ospedale che da 6 anni si occupa di aiutare le famiglie dei ragazzi che si trovano nel reparto pediatria di Belcolle. Tutte le nostre iniziative vanno quindi in questa direzione, donando giocattoli ai bambini e facendo cene di beneficienza in loro aiuto”.
Il club conta oggi più di 50 iscritti. Sui muri ritratti e foto di Diego Armando Maradona, le sciarpe delle trasferte di champions league e quelle dei gemellaggi con alcune squadre di altre città.
Chi è il tifoso del Napoli a Viterbo? A rispondere è Stefano Corbucci del direttivo del club, viterbese doc, nato a San Pellegrino, residente a Santa Barbara, uno dei quartieri più popolosi della città. “Viterbo è una città militare – ha sottolineato – e molti militari presenti o rimasti a Viterbo dopo essere andati in pensione sono di Napoli. Per quanto riguarda me, sono diventato tifoso prima che arrivasse Maradona. Lo feci per gioco, per differenziarmi dagli altri ragazzini che sceglievano le squadre più forti, quelle che vincevano coppe e scudetti. Poi col tempo è diventata una delle più grandi passioni della mia vita”.
Un gruppo affiatato e determinato, circondato da mogli e fidanzate che si sono occupate del buffet con pizza, dolci e aranciate.
Una giornata di festa. Il Napoli ha battuto il Bologna 3 a 1 ed è primo in classifica. Dai tempi di Pibe de oro e della corsa allo scudetto prima contro la Juve poi il Milan di Arrigo Sacchi sono passati quasi trent’anni. Quasi tutti di oblio. Oggi il sogno di diventare campioni d’Italia è a portata di mano anche se mancano ancora molte giornate alla fine.
È l’anno dello scudetto? La risposta del presidente Pasquale Di Pierno è immediata e tassativa. “Non te lo dico e non te lo dirò mai. La scaramanzia non mi farà mai dire questa cosa. Ti dico solo che stiamo facendo un ottimo campionato”.
Alla fine, un dono al club dalle mani della signora Antonella Leardi. Un libro, “Ciro vive” il titolo. Lei stessa ne è l’autrice. In terza pagina una dedica con su scritto: “Al Napoli club con infinito affetto. D’Amore non si muore. Ciro vive nel cuore di chi lo ama”. Per la mamma di Ciro, una targa ricordo da parte del club.
Daniele Camilli
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