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Viterbo - La direttrice artistica Annalisa Canfora inaugura la stagione del teatro Caffeina - Stasera in scena Antonio Rezza con 'Pitecus'

“Investire sul teatro è un atto di coraggio”

di Samuele Sansonetti
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Viterbo - Annalisa Canfora

Viterbo – Annalisa Canfora

Viterbo - La presentazione della stagione teatrale

Viterbo – La presentazione della stagione teatrale

Viterbo – Tradizione e innovazione. Spalmate su dodici titoli e altrettanti spettacoli.

Il teatro Caffeina apre i battenti. Stasera va in scena la prima rappresentazione ed è già (quasi) tutto esaurito.

Sarà ‘Pitecus’ di Antonio Rezza a dare il via alla prima stagione del nuovo teatro viterbese: uno spettacolo innovativo che analizza il rapporto disordinato tra l’uomo e le sue perversioni.

Il cartellone continuerà poi con ‘Così Rossi che più Rossi non si può’ di Riccardo Rossi e altri dieci appuntamenti fino alla chiusura, in programma il 13 maggio con ‘Laika’ di Ascanio Celestini.

“Mi viene da dire finalmente – osserva il presidente della Fondazione Caffeina Andrea Baffo -. Il finalmente non riguarda noi ma la città, che si riappropria di una struttura chiusa da troppo tempo. Il Teatro Caffeina bistrot è aperto da tempo e le persone si stanno affezionando a questo luogo, ma dal momento che il primo termine del nome è appunto teatro, era fondamentale renderlo vivo quanto prima. Ci siamo riusciti anche grazie ad Annalisa Canfora, che ha compiuto un miracolo di qualità assoluta e realizzato molto di più di quanto avrebbero fatto i vecchi tromboni del teatro”.

La direttrice artistica ha accettato con entusiasmo una sfida impegnativa, che da stasera inizierà a raccogliere i primi frutti.

Per stasera abbiamo quasi il tutto esaurito – annuncia quest’ultima –. E’ un dato importante e dice che le persone ci credono. Quest’anno apriamo con Rezza e chiudiamo con Celestini e in mezzo abbiamo inserito tanti classici e drammaturgia. L’apertura non è una scelta casuale: Rezza è un innovatore e un artista controcorrente e la cosa è completamente affine all’idea di questo teatro.

Anche a Roma i teatri chiudono e nessuno ci investe più. Aprire un teatro privato è un’operazione fallimentare e il coraggio di investici in maniera privata e senza finanziamenti pubblici è una cosa veramente in controtendenza. Quello di Andrea Baffo e Filippo Rossi è un atto di coraggio che non ha precedenti. Oltre agli spettacoli, infine, stiamo immaginando degli incontri preparatori con artisti e critici”.

Samuele Sansonetti


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19 gennaio, 2018

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